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Lavoro, la ripresa è precaria

- Credit: jontyson/unsplash

economia e società03 dicembre 2021

Lavoro, la ripresa è precaria

di Carlo Savelli

L'Ocse sottolinea le difficoltà dell'occupazione italiana

Abbiamo visto giovedì 2 dicembre come l'Ocse abbia alzato la stima di crescita del Pil italiano nel 2021 al 6,3%. Tuttavia nella parte sull'Italia del rapporto Ocse sull'economia mondiale viene delineata l'ombra relativa al lavoro.

Il quadro vacillante

L'Ocse spiega infatti che l'occupazione italiana è effettivamente in ripresa. Tuttavia in un quadro definito vacillante. Perché?

Perché contrassegnata da:

– contratti a termine

– dal part time

– da salari bassi.

Inflazione

A proposito di salari bassi, Ocse sottolinea che sui lavoratori pesa anche l'aumento dell'inflazione: sia sull'energia – benzina, gas e luce – sia sulla spesa alimentare e dei beni di prima necessità.

I numeri della ripresa dell'occupazione

Sui numeri possiamo dire che:

–mancano ancora 300mila occupati sul 2019;

–ne sono stati recuperati 500mila sul 2019 persi nel 2020 ma sono quasi tutti contratti a tempo determinato.

 

Sono in difficoltà soprattutto i lavoratori dei servizi, i giovani e le donne, l'industria tessile.

La domanda delle imprese

D'altra parte, le imprese hanno più volte lamentato di avere necessità di manodopera che non riescono a soddisfare. Un problema di mancata sincronia fra domanda e offerta di lavoro che gli economisti definiscono "fisiologico" nei periodi di ripresa economica. Ma che in Italia sembra essere diventato in questi anni patologico con le aziende che sostengono di non trovare le competenze delle quali hanno bisogno.