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Pnrr, le preoccupazioni per i prossimi obiettivi

- Credit: mohammed hassan/Pixabay

economia07 luglio 2022

Pnrr, le preoccupazioni per i prossimi obiettivi

di Luigi Gavazzi

Dopo aver rispettato le 45 scadenze del primo semestre ci si interroga sulle difficoltà di attuazione negli enti locali

Sul Pnrr ci sono buone notizie, almeno riguardo a quanto fatto finora. Poi c'è invece qualche timore in circolazione relativo al futuro che getta preoccupazioni sull'evoluzione del programma.

Vediamo prima i fatti accertati. - Il governo a fine giugno ha mandato una lettera ufficiale alla Commissione europea a Bruxelles, spiega Claudio Tito su Repubblica, nella quale annuncia di aver raggiunto nel primo semestre dell'anno gli oltre 40 obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

A seguito della lettera la Commissione ha trasmesso a Roma una risposta informale con la quale si spiega che nei prossimi giorni verrà approvato il test semestrale sul compimento dei passaggi del Piano e si stanzierà un'altra tranche di fondi, pari a circa 24 miliardi di euro.
Ricordiamo che complessivamente l'Italia si è impegnata a spendere 220 miliardi per il Pnrr entro il 2027; ricordiamo anche che circa un terzo di questi soldi non sono a fondo perduto ma sono prestiti.

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*I (presunti o possibili) problemi. - Secondo gli osservatori ci sarebbero invece preoccupazioni nella Commissione relativamente agli obiettivi del Pnrr nel secondo semestre dell'anno. Qui il compito si distribuisce in molti rivoli, riguarda le centinaia di progetti che vanno attuati sul territorio. La maggior parte dei quali, ricorda Tito, ricadono sotto la responsabilità degli enti locali, Comuni, soprattutto, e Regioni.
Le difficoltà dunque si moltiplicano.
Su questa capacità di realizzare i progetti pare che a Bruxelles esprimano due ordini di preoccupazioni.
La prima riguarda il rischio che la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 2023 distolga attenzione e energie e focalizzazione per raggiungere gli obiettivi.
La seconda preoccupazione sottolineata da più parti anche in Italia, riguarda i dubbi sulla dotazione di personale nei Comuni con gli strumenti e le capacità necessarie ai progetti.

*Fretta - Secondo gli economisti Tito Boeri e Roberto Perotti, sul Pnrr sono addirittura tre i motivi per preoccuparsi:
-Non c'è un monitoraggio pubblico e sistematico dell'esecuzione del piano;
-In molte situazioni si fatica a trovare il personale necessario all'attuazione;
-C'è stata una certa fretta nel progettare gli interventi e nello spendere i fondi.

Scrivono Boeri e Perotti: "Questo è un problema alla radice, nelle direttive della Commissione. Nell'ubriacatura generale di un anno e mezzo fa, pochi sembrano essersi chiesti se avevamo le capacità di progettare in pochi mesi e di spendere in pochi anni risorse così ingenti, soprattutto a livello locale dove si concentra gran parte dell'azione."