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Pnrr, che cos’è e cosa contiene Mario Draghi alla Camera presenta il Pnrr, 26 aprile 2021 - Credit: CHINE NOUVELLE/SIPA / IPA / Fotogramma
economia e ripresa 28 aprile 2021

Pnrr, che cos’è e cosa contiene

di Luigi Gavazzi

Dopo il via libera delle Camere il Recovery Plan alla Commissione Ue a Bruxelles

Nel presentare alla Camera il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, (ufficiosamente chiamato Recovery plan), il 26 aprile, Mario Draghi ha voluto soprattutto sottolineare il passaggio storico fondamentale per il futuro del paese.

“Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr pur nella sua storica importanza sia solo un insieme di progetti, di numeri, scadenze, obiettivi.

Nell'insieme dei programmi c'è anche e soprattutto il destino del Paese", ha detto Draghi secondo quanto riferisce l’Ansa.  Infatti, ha spiegato il premier, nel Pnrr c'è “la misura di quello che sarà il suo ruolo nella comunità internazionale, la sua credibilità e reputazione come fondatore Ue e protagonista del mondo occidentale. È questione non solo di reddito e benessere, ma di valori civili e sentimenti che nessun numero e nessuna tabella potrà mai rappresentare”.

Il presidente del consiglio ha anche aggiunto che "nel realizzare progetti, ritardi, inefficienze e miopi visioni di parte peseranno sulle nostre vite soprattutto su quelle dei più deboli, i figli e nipoti e forse non ci sarà più tempo per porvi rimedio”.

Draghi ha anche spiegato che oltre al Pnrr da 191,5 miliardi e al Piano complementare da 30,6 miliardi “sono stati stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche”. "È poi previsto il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, utilizzate nell'ambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi. Nel complesso potremo disporre di circa 248 miliardi di euro”.

Dopo il voto di Camera e Senato sul Pnrr e un nuovo passaggio nel Consiglio dei ministri, probabilmente giovedì, il piano verrà inviato alla Commissione europea a Bruxelles.

√ Che cos’è il Pnrr

Il Pnrr è il piano del governo per usare i fondi in arrivo dall’Unione europea per rifondare l’economia sconvolta dalla pandemia, nel quadro del Next Generation Eu che in totale vale 750 miliardi

All’Italia sono stati assegnati 191,5 miliardi, 27 dei quali dovrebbero arrivare prima dell’estate; sempre che si rispettino i tempi per l’invio del Piano a Bruxelles entro fine aprile. 

Oltre a questi 191,5 miliardi ci sono 30 miliardi previsti dal fondo complementare con risorse nazionali. Si tratta insomma di un piano potenzialmente gigantesco, sul quale il governo e il paese tutto si giocano il futuro.

√ Le prossime tappe

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il Pnrr dovrà essere votato dal Parlamento; poi, entro il 30 aprile inviato alla Commissione europea.

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LEGGI ANCHE: Quali sono gli obiettivi del Pnrr

√ Obiettivi del Pnrr

Obiettivo del Pnrr, in sintesi, secondo le parole del governo, è:

– “riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica”, come dice la bozza del documento del governo, secondo quanto riferisce Roberto Petrini su Repubblica;

– ma anche affrontare le debolezze strutturali dell’economia italiana:
••divari territoriali,
••basso tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro,
••debole crescita della produttività
••ritardi nell’adeguamento delle competenze tecniche, nell’istruzione e nella ricerca.

√ Ammodernamento dell’Italia

Secondo il documento di introduzione al piano, redatto da Mario Draghi, citato dall’Ansa: “Il Pnrr è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l'ammodernamento del Paese. Il governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive; filiera della salute. L'Italia deve combinare immaginazione e creatività a capacità progettuale e concretezza. Il governo vuole vincere questa sfida e consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all'interno di un'Europa più forte e solidale”. 

√ Riforme

Secondo quanto anticipato in questi mesi e confermato nelle bozze del lavoro del governo, il Piano “comprende un ambizioso progetto di riforme” con “quattro importanti riforme di contesto - pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza”.

√ Come cambierà l’economia con il Pnrr

Grazie al Pnrr il Pil si incrementerà in media dell’1,4% fra il 2022 e il 2026 rispetto a quanto è cresciuto nel periodo 2015-2019. Nel 2026, hanno di completamento (previsto) dei progetti del Pnrr, il Pil italiano, dice Repubblica, avrà avuto una spinta del 3% in più rispetto a quanto sarebbe successo senza Pnrr. Secondo l’Ansa, l'impatto sul Pil del Piano nazionale di ripresa e resilienza legato al Recovery, stimato dal governo, sarà nel 2026 "di almeno 3,6 per cento più alto rispetto all'andamento tendenziale".

√ I contenuti del Pnrr

Sei sono i capitoli del piano:

– Digitalizzazione, con 48,6 miliardi

– Transizione ecologica, con 68,6 miliardi

– Infrastrutture, con 31,4 miliardi

– Istruzione e ricerca, 31,9 miliardi

– Inclusione e coesione, 22,3 miliardi

– Sanità, 19,7 miliardi.

√ La governance

Secondo l’Ansa, il documento di premessa di Draghi spiega anche come funzionerà la gestione generale dei vari progetti. 

“La supervisione politica del piano è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti”.  Ci sarà “una struttura di coordinamento centrale presso il ministero dell'Economia” alla quale è affidata la supervisione della “attuazione del piano ed è responsabile dell'invio delle richieste di pagamento alla Commissione Ue”. La affiancano, sempre secondo l’Ansa, una struttura di valutazione e una di controllo. Le amministrazioni sono responsabili di singoli investimenti e riforme. Il governo costituirà task force locali per aiutare le amministrazioni.

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LEGGI ANCHE: ••• I fondi del Next Gen Eu dovrebbero ridurre la diseguaglianza

 

Il Pnrr secondo il sito della Camera dei deputati (camera.it):

 

------- Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza il Governo intende affrontare, insieme alle conseguenze immediate - sanitarie, sociali ed economiche - della crisi pandemica anche i nodi strutturali dell'economia e della società italiana, che hanno contribuito a porre il paese su un sentiero declinante già a partire dall'inizio degli anni '90.

 

Il Piano si concentra sui tre assi di intervento condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale.

 

I nodi da affrontare per rilanciare lo sviluppo nazionale sono individuati nell'insoddisfacente crescita italiana, dovuta non solo alla debole dinamica degli investimenti, ma anche a una serie di fattori strutturali; nelle disparità di reddito, di genere, generazionali e territoriali; nell'esposizione ad eventi calamitosi naturali; nella debole capacità amministrativa del settore pubblico italiano.

 

Per affrontare tali nodi il Piano, in sintonia con le Raccomandazioni specifiche rivolte al Paese dall'Unione europea, definisce una serie di riforme strutturali di contesto che dovranno accompagnarne l'attuazione, volte in particolare a rafforzare l'ambiente imprenditoriale, a ridurre gli oneri burocratici e a rimuovere i vincoli che hanno rallentato la realizzazione degli investimenti o ridotto la loro produttività: riforma della giustizia, riforma fiscale, riforma del mercato del lavoro e concorrenza.

 

Per quanto riguarda la struttura del Piano, esso si articola in 6 Missioni, che raggruppano 16 Componenti, funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Le Componenti, a loro volta, si articolano in 48 Linee di intervento per progetti omogenei e coerenti.

 

Per ogni Missione sono indicate, inoltre, le riforme di settore necessarie a una più efficace realizzazione degli interventi, nonché i profili più rilevanti ai fini del perseguimento delle tre priorità trasversali del Piano, individuate nella Parità di genere, nei Giovani e nel Riequilibrio territoriale. Tali priorità trasversali non sono affidate a singoli interventi circoscritti a specifiche Missioni, ma sono perseguite in modo diffuso nell'ambito di tutte le Missioni del Piano.

 

La Missione 1, denominata "Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura", ha come obiettivo generale l'innovazione del Paese in chiave digitale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 46,3 miliardi di euro, pari al 21 per cento delle risorse totali del Piano.

 

La Missione 2, denominata "Rivoluzione verde e transizione ecologica" è volta a realizzare la transizione verde ed ecologica della società e dell'economia italiane. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 69,8 miliardi di euro, pari al 31 per cento delle risorse totali del Piano.

 

La Missione 3, denominata "Infrastrutture per una mobilità sostenibile" punta a realizzare un sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 31,98 miliardi di euro, pari al 14 per cento delle risorse totali del Piano.

 

La Missione 4, denominata "Istruzione e ricerca", è focalizzata sulle generazioni future ed affronta le questioni strutturali più importanti per il rilancio della crescita, ossia la produttività, l'inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 28,49 miliardi di euro, pari al 13 per cento delle risorse totali del Piano.

 

La Missione 5, denominata "Inclusione e coesione", riveste un ruolo rilevante nel perseguimento degli obiettivi, trasversali a tutto il PNRR, di sostegno all'empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere, di incremento delle competenze e delle prospettive occupazionali dei giovani, di riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 27,6 miliardi di euro, pari al 12 per cento delle risorse totali del Piano.

 

La Missione 6, denominata "Salute", è caratterizzata da linee di azione volte a rafforzare e rendere più sinergica la risposta sanitaria territoriale e ospedaliera, nonché a promuovere e diffondere l'attività di ricerca del Servizio sanitario nazionale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 19,72 miliardi di euro, pari al 9 per cento delle risorse totali del Piano. 

In linea con le indicazioni formulate a livello europeo, il PNRR fornisce una valutazione dell'impatto macroeconomico degli investimenti e delle riforme strutturali previsti, pur riconoscendo che si tratta di un esercizio preliminare rispetto a quello che si potrà realizzare una volta che tutti i dettagli dei progetti e delle riforme saranno pienamente definiti.

 

La stima si limita a considerare soltanto l'effetto della spesa per investimenti e incentivi addizionale rispetto a quella già inclusa nello scenario tendenziale di finanza pubblica e si basa sull'ipotesi che oltre il 70% dei fondi addizionali sarà destinato al finanziamento di investimenti pubblici ad elevata efficienza, che la gran parte del restante 30% sarà destinato a incentivi agli investimenti delle imprese e a ridurre i contributi fiscali sul lavoro e, infine, che le amministrazioni pubbliche siano progressivamente più efficienti nell'attuazione dei progetti.

 

Rispetto allo scenario base (cioè in assenza degli investimenti e degli incentivi del Piano) il Governo stima un effetto positivo sul PIL con un andamento crescente quasi lineare nel tempo, a partire da circa 0,5 punti percentuali nell'anno 2021 e fino a circa 3 punti percentuali nel 2026 (anno in cui tutte le risorse del Piano dovranno essere state spese), per un effetto complessivo nel periodo di oltre 10 punti percentuali di PIL.

 

Ad integrazione della proposta di PNRR, l'11 marzo 2021 il Ministero dell'economia e delle finanze ha inviato al Parlamento le Note tecniche analitiche del Piano (in lingua inglese), che riportano informazioni aggiuntive sui progetti di cui si prevede la realizzazione e sulle relative spese e tempistiche.


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