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Espressionismo svizzero. Linguaggi degli artisti d'oltralpe

Herman August Scherer, Paesaggio nel Mendrisiotto - olio su juta (1926)- Credit: Karl Fülscher, Unterstammheim

MOSTRE03 agosto 2022

Espressionismo svizzero. Linguaggi degli artisti d'oltralpe

di Raffaella Ferrari

Estate all'insegna dell'avanguardia ad Aosta, al Museo Archeologico Regionale fino al 23 ottobre

Il Museo Archeologico Regionale di Aosta presenta per la prima volta in Italia i capolavori dell'Espressionismo svizzero, una delle correnti più influenti nell'arte del XX secolo. Curata dal direttore del Kunst Museum Winterthur, David Schmidhauser, in collaborazione con Daria Jorioz, dirigente della Struttura Attività Espositive e Promozione Identità Culturale della Valle d'Aosta, la mostra analizza il movimento artistico dell'Espressionismo in Svizzera, che appare molto diversificato, con approcci espressivi e tendenze stilistiche molto differenti tra loro. 

 

Dal Ticino alla Svizzera francese, la poetica espressionista si sviluppò attraverso la nascita di diversi gruppi di artisti: Der Moderne Bund a Lucerna, il collettivo Rot-Blau a Basilea, più vicino all'esperienza tedesca di Die Brücke, Le Falot a Ginevra interessato all'estetica del colore, e il gruppo dell'Orsa Maggiore ad Ascona, concentrato sulla rappresentazione del paesaggio ticinese.

 

In mostra le opere di Cuno Amiet, Giovanni Giacometti, Hermann Huber, Ernst Ludwig Kirchner, Hans Berger e Alice Bailly. Oltre al ritratto e al paesaggio, gli artisti dell'Espressionismo tedesco affrontano come nel resto dell'Europa, tematiche politiche e sociali, dalla sofferenza alla guerra, attraverso un'estetica dura e l'utilizzo di colori forti e simbolici.