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Tenere aperte le finestre aiuta davvero a disperdere il virus - Credit: Pixabay
CORONAVIRUS 21 ottobre 2020

Tenere aperte le finestre aiuta davvero a disperdere il virus

di Redazione

Secondo gli scienziati, a finestre chiuse le "goccioline" arrivano anche a 2,4 metri di distanza

Aprire e tenere aperte le finestre in classe a scuola aiuta a far disperdere fino al 70% delle particelle di Covid-19 (ma anche di qualsiasi altro virus).

 

Lo ha rivelato una ricerca pubblicata sulla rivista Physics of Fluids condotta dai fisici dell’Università americana del Nuovo Messico che hanno calcolato come ridurre la circolazione del coronavirus a scuola.

 

La ricerca, che ha preso in oggetto il trasporto di aerosol e goccioline di saliva all’interno degli ambienti chiusi, ha messo in luce misure utili a contrastare la diffusione del virus.

 

Utilizzando un modello sulla dinamica delle particelle fluide per esplorare il trasporto di aerosol all’interno di una classe con aria condizionata, gli studiosi hanno dimostrato che la distribuzione dell’aerosol all’interno della stanza non è uniforme e che “le particelle possono essere trasmesse da uno studente ai banchi o ai vestiti di altri studenti, anche se tenuti separati da una distanza di 2,4 metri”.

 

Khaled Talaat, uno degli autori della ricerca, ha sottolineato che “la posizione dello studente all’interno dell’aula influisce sulla probabilità di trasmettere particelle ad altri e di riceverle”, ma che “quasi il 70% delle particelle esce dal sistema quando le finestre sono aperte”.

 

L’aria condizionata rimuove fino al 50% delle particelle rilasciate durante l’espirazione e la conversazione, ma il resto si deposita sulle superfici all’interno della stanza e può rientrare nell’aria” ha spiegato l’esperto ribadendo l’importanza dell’utilizzo di sistemi di filtrazione e sterilizzazione efficaci nei condizionatori d’aria.

 

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Lo studio conclude anche che schermi protettivi posti sui o davanti ai banchi ridurrebbero ulteriormente la trasmissione di particelle da uno studente all’altro perché “influenzano la circolazione del flusso d’aria vicino alla sorgente, facendo cambiare le traiettorie delle particelle”.

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