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Oggi 04 agosto 2022 - Aggiornato alle 23:24

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Perché i ghiacciai italiani stanno male

Il buco lasciato dal crollo sulla Marmolada- Credit: CHINE NOUVELLE/SIPA / Ipa-Agency.Net / Fotogramma

CROLLO DELLA MARMOLADA04 luglio 2022

Perché i ghiacciai italiani stanno male

di Gianluca Cedolin

Colpiti dalla crisi climatica

'Al 2100 perderemo, nella migliore delle ipotesi, il 70 per cento dei ghiacciai alpini, nella peggiore il 96 per cento', questa la proiezione del glaciologo del Cnr Roberto Colucci, che ha parlato con La Repubblica poco dopo la tragedia della Marmolada. Il riscaldamento globale causato dalla crisi climatica in corso sta distruggendo, tra le altre cose, i ghiacciai. Quelli italiani oggi sono 903, solo tre superiori ai dieci chilometri di superficie (l'Adamello, il Miage e il Forni), e negli ultimi sessant'anni hanno perso il 30 per cento della loro estensione.

 

Sotto i 3.500 nel giro di vent'anni saranno tutti spariti, ha detto ancora Colucci: 'I ghiacciai come la Marmolada sono ormai in totale disequilibrio'. L'innalzamento delle temperature in vetta (oggi 10 gradi a 3.500 metri sono purtroppo quasi normali) che provoca lo scioglimento del ghiaccio rischia di avere conseguenze gravissime a cascata, visto che senza i ghiacciai aumentano il dissesto idrogeologico e la crisi idrica e cala la produzione di energia idroelettrica. Senza l'acqua dei ghiacciai, per esempio, il Po avrebbe circa il 20-30 per cento in meno di portata.