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7 cose da fare e da vedere a Gorizia - Credit: Sergio Larise / Wikimedia Commons (nella foto: la splendida facciata della stazione in piazza Transalpina) 
L’ITALIA DELLA FIBRA 1 dicembre 2021

7 cose da fare e da vedere a Gorizia

di Maria Verderio

In viaggio nei comuni con internet a banda ultralarga

 

Siamo giunti alla nuova tappa del viaggio di TIM Gate alla scoperta dei comuni italiani raggiunti dalla banda ultralarga di TIM, con connessioni in fibra che possono persino arrivare alla velocità di 1 Gigabit al secondo. 

Luoghi per un weekend, una vacanza, o addirittura per trasferirsi e viverci, lavorando da lì in smart working, visto che internet ce lo permette.

Oggi andiamo in Friuli, alla scoperta di Gorizia, una città di frontiera, bella, piena di storia e di cose interessanti da vedere.

Il nome Gorizia deriva da un termine sloveno che significa “monte”; la città è infatti posta sulle pendici del Carso.

La attraversa il fiume Isonzo e la sua storia millenaria l’ha arricchita di grandi palazzi e chiese e il suo territorio, pur tormentato dalle Due Guerre mondiali, è ricco di parchi, di boschi e di coltivazioni che si legano a tradizioni culturali antiche.
Ecco quali sono, secondo noi, le 7 cose da fare se vi trovate a passare da queste parti. 

 

1) Rivivere la storia in piazza Transalpina

Fino al 2004 un muro, come quello famoso di Berlino, divideva in due piazza della Transalpina, ormai divenuta la testimonianza più forte dei rapporti tra la Gorizia italiana e la sua espansione slovena, Nova Gorica, che comprende, appunto, la stazione della ferrovia Transalpina. In seguito all’adesione della Slovenia all’Unione Europea nel 2004, il muro venne abbattuto e sostituito da un mosaico di forma circolare in cui una linea di mattonelle segna il confine fra i due Stati: Italia e Slovenia.
Ormai tra le due Gorizia è in atto un movimento di forte collaborazione, al punto che entrambe sono state scelte come capitali della cultura europea del 2025.

 

2) Visitare il Sacrario di Oslavia

Nel quartiere di Oslavia sorge il Sacrario Militare, costruito nel 1938: una grande torre circolare al culmine di una maestosa scalinata. Vi sono custodite le spoglie di oltre 57mila soldati, di cui ben 36mila ignoti, caduti nelle varie battaglie che insanguinarono il territorio di Gorizia durante la Prima Guerra mondiale. I militari sono quasi tutti italiani, a eccezione di 540 austriaci.

Anche se meno noto di quello di Redipuglia, il Sacrario Militare di Oslavia è meta di visite e pellegrinaggi, soprattutto ogni 8 agosto, anniversario della presa di Gorizia del 1916. Ogni sera suona la cosiddetta “Campana Chiara” a memoria dei caduti, come fosse la tromba del silenzio militare.

 

3) Esplorare il delizioso centro storico

Al di là delle tante vicende drammatiche di guerre, la città di Gorizia presenta un centro storico elegante, ricco di piazze, palazzi e chiese: è l’eredità della storia millenaria della città - fra re e principi che la privilegiarono con donazioni e onorificenze - e in particolare della secolare appartenenza all’Impero asburgico. Fra le piazze del centro si devono ricordare piazza Cavour, su cui affacciano il Palazzo degli Stati Provinciali, la Casa del Comune, che risale al XVI secolo e la Casa degli Ungrispach, una delle più antiche della città.

E poi, ancora, il Duomo, piazza di Sant’Antonio con i sontuosi Palazzo dei Baroni Lantieri e Palazzo dei Conti di Strassoldo. Sempre al centro storico appartengono le aree di via Rastello (così chiamata per un “rastello”, un cancello, che la chiudeva) e  Vittoria, la più estesa della città, con al centro la Fontana del Nettuno e, su un lato, la cinquecentesca Casa Torriana.

 

4) Conoscere la cattedrale della città

Sono più di dodici le grandi chiese e gli edifici religiosi di Gorizia, ma la chiesa principale è il Duomo, la cui denominazione ufficiale è “Cattedrale Metropolitana di Gorizia”, dal 1752. Costruita tra il Trecento e il Quattrocento sulle strutture di un piccolo edificio religioso dedicato ai Santi di Aquileia Ilario e Taziano, si ingrandì inglobando la vicina Cappella di Sant’Acazio, subì la sua più radicale ristrutturazione in stile barocco tra il 1682 e il 1702 e fu più volte danneggiata nel tempo, ma sempre riparata; gli ultimi interventi vennero ultimati nel 1924. 

Pochi sono gli elementi originari tardogotici, mentre la sua ricchezza decorativa e architettonica deriva soprattutto dai molti altari posti nelle due navate laterali. 

 

5) Ammirare l’antico Castello          

Il Castello rimane il monumento più significativo e simbolico della città di Gorizia.
La costruzione originaria risale all’XI secolo; fu poi più volte rimaneggiata e ampliata con bastioni, torri polveriere e altre opere difensive.  Il grande complesso che possiamo ammirare oggi è stato ricostruito dopo i bombardamenti della Prima Guerra mondiale e riportato al suo modello medievale e rinascimentale tra il 1934 e il 1937.

All’ingresso ci accoglie il Leone di San Marco, segno del breve dominio di Venezia su Gorizia, tra il 1508 e il 1509. 

Attualmente, oltre al Museo del Medioevo Goriziano, il Castello ospita una preziosa e rara esposizione permanente di strumenti musicali antichi: liuti, vielle, lire, ghironde, salterii, ciaramelle...

 

6) Ricordare la presenza secolare ebraica nel ghetto e nella Sinagoga

Come nelle vicine Trieste e Venezia, anche a Gorizia visse per secoli una grande comunità ebraica, a partire dal primo e più antico insediamento del XIII secolo fino alla nascita del ghetto nel Seicento e alla tragedia della deportazione. 
 

Il ghetto fu istituito nell’area della vecchia via San Giovanni (l’attuale via Ascoli), dove gli ebrei dovettero confluire nel 1698, isolati dal resto della città da due cancelli.

La Sinagoga che attualmente possiamo ammirare fu costruita nel 1756 e ristrutturata nel 1894. Il piano terra è occupato dal Museo della “Gerusalemme sull’Isonzo”, dedicato alla storia del popolo ebraico in generale e a quella della comunità ebraica goriziana. Al primo piano, invece, c’è la grande sala dedicata al culto, con oggetti d’arredo liturgici risalenti al Settecento.

 

7) Gustare la cucina e i prodotti gastronomici di Gorizia

La cucina goriziana è il frutto di varie tradizioni culinarie: friulana, slovena, triestina, ma soprattutto mitteleuropea. Da quest’ultima derivano i piatti tipici della cucina ordinaria goriziana: cibi rustici come la jota, la minestra di cavoli, la minestra di fagioli, il cotechino con i crauti, lo stinco, le frittate alle erbe e piatti più raffinati come gli gnocchi di susine, il gulash e la Gugelhupf - torta a forma di ciambella con mandorle e uva sultanina.

I dolci caratteristici sono gli strudel, di frutti diversi, e soprattutto la gubana, dalla forma a spirale o a chiocciola con ripieno di pinoli, frutta secca, uva passa e grappa.

I vini tipici provengono in particolare dai vigneti di Oslavia e del Collio, una delle migliori aree di produzione vinicola d’Italia.

 

 

Internet a Gorizia

Nel giugno 2021 TIM ha avviato a Gorizia un innovativo piano di cablaggio per portare la fibra ottica fino alle abitazioni e rendere disponibili collegamenti ultraveloci fino a 1 Gigabit/s a circa 11mila unità immobiliari.

 

Grazie a questo piano, Gorizia viene dotata di una rete in fibra ottica ancora più performante di quella già a disposizione dei cittadini (collegamenti fino a 200 megabit per 13mila unità immobiliari, pari al 93% delle linee del comune). 

 

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