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I tesori di Pompei: la casa di Decimo Ottavio Quartione

La fontana del cortile della casa di Ottavio Quartione- Credit: Wikimedia Commons / Di Cavaliere Nero

POMPEI03 dicembre 2021

I tesori di Pompei: la casa di Decimo Ottavio Quartione

di Maria Verderio

Estesa quanto un intero isolato, questa dimora aveva anche un vano dedicato al culto di Iside

Nella serie di articoli che TIM Gate dedica alla splendida città di Pompei, oggi andiamo alla scoperta della Casa di Decimo Ottavio Quartione. L’impianto originario risale al II secolo a.C. e riproduce, nel contesto urbano, la struttura delle tante ville della campagna circostante della ricca aristocrazia pompeiana. La Casa di Quartione si affaccia su Via dell’Abbondanza, una delle strade più ricche ed eleganti di Pompei; è vicina a una delle porte di ingresso della città, a pochi passi dall’Anfiteatro, lo spazio urbano per eccellenza dedicato allo svago e ai giochi. Solo una ristretta élite di Pompei poteva permettersi una abitazione così sontuosa e polifunzionale.

La questione del nome della Casa

Negli anni è divenuto un vero e proprio caso l’accertamento della precisa denominazione di questa casa. Quella originaria fu Casa di Loreio e Tiburtino a causa della presenza di due diversi annunci elettorali sulla facciata esterna, tipici del tempo, in ossequio alle esigenze di propaganda, che recitavano: Vota Loreius e Vota Tiburtinus. In seguito, nei lavori di scavo che hanno riportato alla luce la Casa (1916-1921), in una delle camere da letto vicine all’atrio fu scoperto un sigillo in bronzo che riportava inciso il nome Decimus Octavius Quartio, la prova che il vero, ultimo proprietario dell’abitazione era lui.

Gli ambienti della Casa

Sulla facciata principale della Casa si trovavano due cauponae, cioè due osterie, locali semiaperti, prospicienti la strada, dove si potevano assaggiare bevande fresche o vino caldo, conservati in apposite anfore, oppure mangiare alcuni dei piatti tipici della zona: olive, pesci in salamoia, uccelli allo spiedo, polipi in umido, formaggi e focacce. Al piano superiore delle due taverne c’erano camere da letto destinate a essere affittate ai tanti viaggiatori e mercanti che frequentavano la città. Prima del terremoto del 62 d.C. il grande edificio aveva due ingressi e due atri; dopo il terremoto una parte della casa fu staccata dal nucleo centrale e venduta a un altro proprietario.

Un luogo di culto della dea egiziana Iside

Tutto lascia pensare che la Casa di Quartione fosse uno spazio privilegiato del culto alla dea egiziana Iside. Infatti, nel giardino piccolo sono state trovate varie statue in terracotta invetriata di divinità egizie, tra le quali un Ibis (l’uccello venerato come simbolo del Dio Thot) e un Bes (divinità egizia, dio della musica e del sonno). In un vano ci sono dipinti parietali particolarmente curati: costruzioni con sottili edicole, riquadri decorativi, figurine esili e piccoli rami. Gli archeologi ritengono che, con molta probabilità, questo spazio sia stato predisposto per essere una specie di santuario della dea egizia, dal momento che nelle campiture murali sono rappresentati dei sacerdoti di Iside.

Una testimonianza unica

Inoltre, nel grande giardino sul retro della casa, il porticato del canale d’acqua superiore era ornato con statue riferite sempre alla religione dell’antico Egitto, tra cui una Sfinge. La presenza del culto di Iside a Pompei è il segno più evidente della grande tolleranza religiosa che caratterizzava la politica imperiale di Roma e, nello stesso tempo, la prova dell’importanza dei commerci che avevano reso internazionale la città di Pompei.

 

TIM Gate a Pompei: gli altri episodi della serie

1) Pompei: 2500 anni di una storia da riscoprire

2) Pompei: i testimoni oculari dell'eruzione del 79 dopo Cristo

3) Pompei: 1748, la riscoperta della città antica

4) Com'erano le case romane di Pompei

5) I tesori di Pompei: la villa del Menandro