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I tesori di Pompei: la villa del Menandro

Uno scorcio dell’atrio della casa del Menandro- Credit: Wikimedia Commons / Carole Raddato

POMPEI26 novembre 2021

I tesori di Pompei: la villa del Menandro

di Maria Verderio

Alla scoperta di meraviglie in una delle case più grandi della città

Nella serie di articoli che TIM Gate dedica alla splendida città di Pompei, oggi andiamo alla scoperta della Casa del Menandro, una delle domus più grandi dell’antica Pompei.

La dimora prende il nome non dal padrone di casa, ma dall’immagine parietale che rappresenta il celebre commediografo greco Menandro.

Ma dunque, di chi era la casa? Un sigillo in bronzo trovato negli alloggi della servitù riporta il nome dell’ultimo proprietario: Quinto Poppeo Sabino.

Scavata tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento, la domus risale, nella sua parte originaria, al 250 avanti Cristo. Nel corso dei secoli, però, è stata più volte ristrutturata e ampliata fino ad occupare in età augustea uno spazio di ben 1800 metri quadrati.

Le caratteristiche della Casa del Menandro

Ciò che caratterizza la domus del Menandro è innanzitutto la presenza di un grande cortile con un porticato, il peristilium, costruito dopo aver abbattuto edifici residenziali vicini.
Nella villa ci sono anche le terme private, segno della ricchezza del proprietario.
Molto estesa è anche la parte agricola e di lavoro.

Le pitture della Casa del Menandro

Assai interessanti e ben conservate sono le pitture parietali. La più nota è appunto quella del commediografo greco Menandro, vissuto tra il 342 e il 291 avanti Cristo. La presenza della sua immagine testimonia il grado elevato di cultura del proprietario e anche il fatto che le commedie dello scrittore greco fossero rappresentate nel teatro di Pompei.

Le altre due pitture presenti nella casa rappresentano personaggi citati dall’Eneide di Virgilio e nell’Iliade di Omero: il Laocoonte avvinghiato da serpenti marini e Aiace che insegue Cassandra. Due bellissime testimonianze della famosa arte pittorica pompeiana, poi ripresa e copiata nel Rinascimento.

Il tesoro della Casa del Menandro

Ciò che rende unica la domus del Menandro è il cosiddetto Tesoro, collocato sotto l’atrio ristretto di accesso alle terme e composto da 118 vasi di argento massiccio, avvolti con grande cura in drappi di stoffa. In un piccolo cofano di legno, inoltre, si sono ritrovati perfettamente conservati altri oggetti in oro e monete per un valore di 1432 sesterzi (l’equivalente di circa 1500 euro). Oggi, il tesoro ritrovato è conservato nelle sale del Museo Nazionale Archeologico di Napoli.

TIM Gate a Pompei: gli altri episodi della serie

1) Pompei: 2500 anni di una storia da riscoprire

2) Pompei: i testimoni oculari dell'eruzione del 79 dopo Cristo

3) Pompei: 1748, la riscoperta della città antica

4) Com'erano le case romane di Pompei