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Il fiume Oglio in secca restituisce i resti di palafitte

Un impianto di palafitte perfettamente conservato in Europa- Credit: Di Nikater / Wikimedia Commons

ARTE05 luglio 2022

Il fiume Oglio in secca restituisce i resti di palafitte

di Maria Verderio

Sono visibili in località Caradesa. L'intera area è stata transennata ed è stata chiamata a intervenire la Soprintendenza

La forte siccità di questo periodo ha fatto sì che tornassero alla luce nel fiume Oglio i resti di un sistema di palafitte. Risalirebbero all'Età del Bronzo e potrebbero essere datati tra il 2300 e il 700 avanti Cristo.

L'argine del fiume

I resti sono visibili in località Caradesa, dalla parte di Calvatone. I resti sono visibili sia dal versante cremonese sia dal versante mantovano. I paletti emergono dal fiume e una scena simile era già visibile nel 2003, altro anno della grande secca. Ma quest'anno il livello dell’acqua era ancora più basso.

Le età delle palafitte

In base agli studi effettuati, le palafitte dovrebbero risalire all'Età del Bronzo, probabilmente fra il Bronzo antico e inizio del Medio. Gli approfondimenti da parte della Soprintendenza chiariranno tutti gli aspetti di quell'insediamento.

I precedenti

Il fiume Oglio ha spesso restituito resti del passato. Nel fiume è stata ritrovata una piroga medievale, una seconda piroga monossile, i resti palafitticoli ai Lagazzi. Le palafitte emerse dovrebbero essere parte di un villaggio che si estendeva per circa tre ettari. L'abitato era costituito da capanne rettangolari poste a circa 6 metri di distanza l'una dall'altra.