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L'incidenza del virus in Italia è ancora alta

- Credit: Pixabay

COVID-1921 maggio 2022

L'incidenza del virus in Italia è ancora alta

di Michela Cannovale

Rezza: "È in diminuzione anche l'Rt che si fissa intorno a 0,89"

"Anche questa settimana la situazione epidemiologica tende a migliorare" e "vediamo un'ulteriore decongestione soprattutto nei reparti dell'area medica. Considerato però che il tasso di incidenza è ancora relativamente elevato, è bene continuare a mantenere comportamenti ispirati alla prudenza e completare il ciclo vaccinale e soprattutto effettuare la quarta dose per i soggetti particolarmente fragili o anziani". È quanto ha dichiarato Gianni Rezza, il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, in merito alla circolazione del coronavirus in Italia.

 

L'incidenza dei casi di Covid-19 è inoltre in calo: "Scende a 375 casi per 100mila abitanti", ha detto Rezza, aggiungendo che "è in diminuzione anche l'Rt che si fissa intorno a 0,89 e quindi al di sotto dell'unità. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti di area medica e terapia intensiva siamo rispettivamente al 10,9% e al 3,1% e quindi vediamo un'ulteriore decongestione soprattutto dell'area medica".

 

Anna Teresa Palamara, direttrice Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità, ha poi spiegato: "Questa settimana vediamo un netto decremento della curva epidemica in Italia con il numero di casi in diminuzione in tutte le regioni senza eccezioni e l'andamento dei casi di Covid è in diminuzione anche nella maggior parte dei paesi europei. I casi sono in diminuzione anche nella fascia di età 10-19 anni che era stata quella in cui si era registrato il maggior numero di contagi nelle settimane precedenti", ha dichiarato. Palamara ha tuttavia sottolineato che "si raccomanda di continuare a rispettare le misure comportamentali soprattutto ai soggetti fragili e agli anziani, e si ricorda che il completamento del ciclo vaccinale rappresenta uno strumento necessario per mitigare l'impatto della malattia severa".

 

"Le reinfezioni sono in aumento e hanno superato il 6% delle infezioni totali e si stima che il rischio di reinfezione con la variante Omicron sia aumentato di 18 volte", ha proseguito Palamara, sottolineando però che "questi casi di reinfezione non sono associati a malattia grave".