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La nuova informativa di Draghi sulla guerra in Ucraina

Mario Draghi- Credit: Stefano Carofei / Fotogramma

AL SENATO19 maggio 2022

La nuova informativa di Draghi sulla guerra in Ucraina

di Michela Cannovale

"Dovrà essere Kiev e nessun altro a decidere che pace accettare"

Il premier Mario Draghi ha partecipato alla nuova informativa in Senato (e a seguire alla Camera dei Deputati) sulla guerra in Ucraina. Ecco cosa ha detto:

 

- "La risoluzione approvata a larghissima maggioranza che ha impegnato il governo tra l'altro a sostenere dal punto di vista umanitario, finanziario e militare l'Ucraina; a tenere alta la pressione sulla Russia, anche attraverso sanzioni; a ricercare una soluzione negoziale, ha guidato in modo molto chiaro l'azione di governo e rafforzato la nostra posizione a livello internazionale. Il governo intende continuare a muoversi nel solco di questa risoluzione".

 

- "L'Italia si muoverà a livello bilaterale e con i partner europei alla ricerca di un percorso che porti alla pace, ma dovrà essere l'Ucraina e nessun altro a decidere che pace accettare, anche perché una pace non accettabile non sarebbe sostenibile".

 

- "Per evitare che la crisi umanitaria continui ad aggravarsi bisogna raggiungere quanto prima un cessate il fuoco e far ripartire con forza i negoziati. Questa è la posizione dell'Italia ed è un'aspirazione europea che ho condiviso con il presidente Joe Biden durante la mia recente visita a Washington".

 

- "Per una pace duratura e una coesistenza pacifica" dopo la guerra, "servirà anche uno sforzo creativo, una conferenza internazionale sul modello di quella di Helsinki. Occorrerà costruire un quadro internazionale rispettoso e condiviso", con l'obiettivo di "rendere duraturo il processo" di pace.

 

- Negli "incontri" internazionali "ho riscontrato apprezzamento universale per la posizione italiana fermamente ancorata nel campo transatlantico e nell'Unione europea. Questa posizione ci dà credibilità e ci permette di essere in prima linea senza ambiguità nella ricerca della pace".

 

>>SPECIALE GUERRA IN UCRAINA

 

- In merito alla richiesta di Svezia e Finlandia di ingresso nella Nato, "l'Italia appoggia con convinzione la loro domanda di adesione" ed "è necessario affiancare alla Nato una difesa comune europea complementare all'Alleanza atlantica. La Nato ha intensificato le azioni sul fianco orientale e il contributo italiano è pari a 2500 unità e nel medio periodo siamo pronti a rafforzare in Ungheria e Bulgaria il nostro impegno con rispettivamente 250 e 750 unità in linea con l'azione dei nostri alleati e valutiamo il sostegno alla Romania per lo sminamento marittimo del Mar Nero e anche alla Slovacchia nella difesa antiaerea".

 

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