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L'Italia ha inviato all'Ucraina 11 carri blindati

Ex presidente ucraino Petro Poroshenko- Credit: Aleksandr Gusev / Ipa-Agency.net / Fotogramma

LA GUERRA06 luglio 2022

L'Italia ha inviato all'Ucraina 11 carri blindati

di Michela Cannovale

L'ex presidente ucraino: 'Ringrazio il premier Draghi, sono molto grato per la sua posizione affidabile'

'Ringrazio gli italiani e il presidente del consiglio Draghi, sono molto grato per la vostra posizione affidabile'. Sono le parole dell'ex presidente dell'Ucraino, Petro Oleksijovyč Poroshenko, intervistato da Sky TG24 dopo che l'Italia ha 'emesso la licenza - ha fatto sapere - per undici veicoli corazzati moderni per i volontari del mio fondo di volontariato, che sta mandando questi veicoli alle forze armate ucraine'. Un ringraziamento è stato rivolto anche alla 'grande leadership del presidente Biden e degli americani per il loro ruolo a sostegno dell'Ucraina e per aiutarci a difendere tutto il mondo democratico'.

 

Poroshenko ha sottolineato che 'servono tre cose: armi, armi e armi. Queste sono le armi che usiamo per combattere, e adesso la situazione sta cambiando man mano, ci sono nuove possibilità con l’artiglieria, con i lancia razzi, per affrontare l’arsenale russo, quindi tutto questo ha un ruolo chiave nella guerra per la democrazia per la libertà, per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina'.

 

Ha poi evidenziato come 'decine di migliaia di civili ucraini abbiano perso la vita a causa della ferocia di Putin'. E ha aggiunto: 'Ora la pace in Ucraina non dipende quindi da Kiev, da Bruxelles, o Washington, dipende da Putin. Non so di che altro abbia bisogno Putin dall’Ucraina per soddisfare il suo appetito di sangue, ma il modo più breve per arrivare alla pace è darci più armi'.

 

Speciale, la guerra russa in Ucraina

 

La minaccia dalla Bielorussia

'Questa è una guerra diversa adesso - ha detto ancora l'ex presidente ucraino - è una guerra di droni, è una guerra di artiglieria, è una guerra di munizioni'.

 

'È una guerra - ha proseguito - con nuove minacce a Kiev che provengono da un altro Paese confinante: la Bielorussia. Abbiamo 2mila km di frontiera che potrebbero diventare 4mila km di guerra come anche prima del 24 febbraio, per cui serve nuovamente un aiuto a livello di munizioni e artiglieria per aiutare l’Ucraina a salvare l’Europa. È un messaggio importante che tutti dovrebbero capire adesso: se non fermiamo Putin in Ucraina, dovremo fermarlo in altri stati Nato dell’Europa, non riguarda solo l’esistenza dell’Ucraina è anche una questione di investimento nella sicurezza di tutti, e sono felice che tutti gli italiani lo capiscano'.

 

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