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La 28enne italiana vincitrice dell'Hare Prize - Credit: Ricardo Mateos / Needpix
CAMBRIDGE 29 settembre 2020

La 28enne italiana vincitrice dell'Hare Prize

di Gianluca Cedolin

Il riconoscimento più importante per le tesi di dottorato in ambito classico

Lea Nicolai, 28enne italiana, ha vinto l'Hare Prize per la miglior tesi di dottorato di ricerca all'Università di Cambridge, dove dallo scorso anno è ricercatrice in Classics oriental studies.

Un lavoro sulla figura di Giuliano l'Apostata e sulla sua scelta di ritornare al paganesimo, svolto soprattutto su testi greci, anche se la sua passione per le lettere classiche, scrive Il Corriere della Sera, nasce alle superiori dal latino, da Seneca e dal suo Omnia aliena sunt, tempus tantum nostrum est (Niente ci appartiene, solo il tempo è nostro).

 

Dopo il liceo classico Anco Marzio a Ostia, e le due lauree in Lettere classiche e Orientalistica alla Scuola normale superiore di Pisa, Lea si è trasferita a Cambridge, dove ha vinto l'importantissimo riconoscimento, che resterà negli archivi della prestigiosa università inglese e diventerà anche un saggio a cui la studiosa sta già lavorando. Vegana, appassionata di musica e yoga, lettrice seriale, Nicolai ha raccontato al Corriere di non sentirsi un cervello in fuga: “Sono una ragazza che ama molto viaggiare, avere nuovi stimoli, conoscere culture diverse. Non fuggo, mi muovo per conoscere”, ha detto, pur ammettendo che “se avessi desiderato restare in Italia, tutto per me sarebbe stato più difficile”.

 

Questo non toglie che la giovane classicista si sente “molto grata alla scuola pubblica italiana” e che “i miei connazionali che arrivano a Cambridge sono stimati per la loro cultura umanistica, che nel Regno Unito è molto apprezzata e aiuta a trovare lavoro”. Cosa differenzia allora i paesi anglosassoni dalla nostra penisola? “A differenza che in Italia, dove le discipline umanistiche vengono un po’ svilite e non danno sbocchi professionali, qui ci sono molte aziende che apprezzano una formazione classica. Ci sono imprenditori che ritengono importante la flessibilità intellettuale che si conquista imparando le lettere antiche”.

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