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'Ius scholae': comincia il percorso in aula alla Camera

- Credit: craftedbygc/Unsplash

diritti29 giugno 2022

'Ius scholae': comincia il percorso in aula alla Camera

di Carlo Savelli

Approda a Montecitorio la proposta di legge che modifica le norme sulla cittadinanza italiana 

Oggi, 29 giugno approda in aula alla Camera per l'esame il disegno di legge che riconosce la cittadinanza sulla base dello 'Ius scholae'.
Ieri si è concluso l’esame in Commissione affari costituzionali e il relatore Giuseppe Brescia è finalmente pronto a presentare la legge a Montecitorio.

Leggi anche: Che cos'è lo 'Ius scholae'

La legge, divisa in due articoli, riconosce la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana ai ragazzi - figli di stranieri - nati in Italia o arrivati in Italia prima del compimento dei 12 anni, al termine di un ciclo di 5 anni di scuola.

Rispetto allo 'ius soli', ovvero la cittadinanza per tutti i figli di immigrati (con permesso di lungo soggiorno) nati in Italia, lo ius scholae è meno coraggioso e più restrittivo.
Rappresenta sicuramente un grosso passo avanti rispetto allo 'ius sanguinis' secondo cui si è italiani per discendenza.

Il presidente della Commissione, Brescia, ha commentato a riguardo: 'Finalmente siamo pronti per l’aula con una legge di civiltà'.

Il 28 giugno Save the Children ha rivolto un appello 'alla responsabilità dei deputati e dei senatori perché si giunga senza ulteriori indugi all’approvazione della legge entro questa legislatura'.
Scrive Save The Children:

L'attuale legge sulla cittadinanza del 1992 di regola non prevede che le bambine e i bambini figli di genitori stranieri, nati in Italia o giunti nel nostro Paese, possano acquisire la cittadinanza italiana prima della maggiore età. Questo significa - per bambini e bambine che hanno genitori stranieri e che sono nati o sono giunti in Italia da piccoli - dover vivere gli anni decisivi della crescita condividendo con i compagni di scuola tutti gli interessi, le passioni e l’attaccamento alla propria comunità locale senza essere considerati 'italiani' a tutti gli effetti, a causa di una legge ormai superata nei fatti.