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Jan Fabre. Homo Acquaticus and his planet

MOSTRE31 luglio 2022

Jan Fabre. Homo Acquaticus and his planet

di Raffaella Ferrari

L'artista belga a Capri

L'estate caprese accoglie un grande nome dell'arte contemporanea internazionale. Promosso dalla Direzione regionale Musei Campania e realizzata dallo Studio Trisorio, con il patrocinio della Città di Capri, il progetto, a cura di Melania Rossi, consiste in 16 sculture in marmo di Carrara e marmo nero del Belgio a cui l’artista Jan Fabre ha lavorato negli ultimi quattro anni. 

Il complesso trecentesco della Certosa di San Giacomo, il monastero più antico dell'isola, accoglie il progetto che indaga il tema dell'acqua come elemento vitale e originario.

 

I personaggi di Jan Fabre sono sdraiati su grandi cervelli, come in una sorta di riflessione sul senso della vita. Il progetto riprende la visione del grande oceanografo francese Jacques Cousteau, convinto ambientalista con una grande passione per il mondo sottomarino e per le immersioni subacquee. Nominato presidente delle Campagne Oceanografiche Francesi nel 1950, Cousteau aveva immaginato un'evoluzione volontaria dell'uomo verso la vita sott'acqua, in parte per adattamento naturale e in parte con l'intervento della tecnologia. Nel 1953 la pubblicazione del libro Il mondo silenzioso che verrà poi adattato in un film-documentario del 1956, Palma d'Oro al Festival di Cannes e l'Oscar nella categoria documentari.

 

Ed è così che Jan Fabre attraverso due figure in muta da subacqueo ci porta ad immaginare un modo altro, il cui il silenzio potrebbe essere la cura, una fuga dall'incessante rumore della contemporaneità, fatta di call, notifiche, messaggi e continue interruzioni del presente, a causa del desiderio umano e troppo umano, maniacale e utopico di avere tutto costantemente sotto controllo. Fabre è stato il primo artista contemporaneo a realizzare mostre personali presso il Museo Louvre di Parigi (2008) e l'Hermitage di San Pietroburgo (2017).