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Rischio mafie nella crisi del Covid-19 La ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese - Credit: Spot / Fotogramma
PERICOLO INFILTRAZIONI 19 maggio 2020

Rischio mafie nella crisi del Covid-19

di Gianluca Cedolin

Lamorgese a "Repubblica": Valutiamo l'importanza delle azioni collettive

In occasione della ripartenza dell'Italia, La Repubblica ha intervistato la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, parlando di Fase 2, di infiltrazioni mafiose, di violenza domestica e di migranti: ecco cos'ha detto.

 

Il momento della responsabilità

"Mi ha colpito molto quello che ha detto, in una recente intervista a Repubblica, il premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz.

E cioè che 'non dobbiamo sprecare questa crisi', imparando la lezione impartita a tutto il mondo dal coronavirus sul ruolo centrale della scienza e della sanità pubblica e sul valore delle azioni collettive, che poi sono la somma di tanti gesti individuali. Da ministro dell'Interno non mi sono mai stancata di ripetere che ognuno di noi è il migliore controllore di sè stesso".

 

Il vaccino

"Ha ragione il presidente Conte quando afferma che non possiamo attendere il vaccino per la riapertura. L'intera comunità internazionale dovrà vigilare affinché l'antidoto al Cov-19 sia realmente un patrimonio scientifico messo a disposizione di tutti i Paesi colpiti, con gli stessi tempi e con le stesse modalità".

 

Le indicazioni ai prefetti

"Far rispettare il divieto di assembramento e verificare che venga mantenuta la distanza minima prevista tra le persone. I controlli delle forze di polizia continueranno. Voglio ricordare, però, che le precauzioni non sono mai troppe, al di là degli obblighi e dei divieti".

 

Le visite a parenti e amici

"Se invitiamo gli amici a cena dobbiamo ricordarci che il virus non va in vacanza: un assembramento è pericoloso in un parco come in un giardino privato. Dovremo modificare i nostri stili di vita anche in casa. Ma il mio pensiero va anche ai bambini che hanno pagato un prezzo altissimo con il lockdown e che non possono ancora rientrare a scuola con i loro compagni: a loro famiglie e istituzioni dovranno riservare più attenzioni per un ritorno in sicurezza alla normalità dello studio e dell'attività fisica ma anche del gioco, dello svago e della socialità".

 

Le mafie

"C'è attenzione soprattutto sulla crisi che ha colpito medi e piccoli imprenditori. Per agevolare l'accesso al credito, ho chiesto ai prefetti di assumere iniziative con l'Abi e le associazioni di categoria. E ora faccio appello agli imprenditori in difficoltà: rivolgetevi alle istituzioni perché in gioco non c' è solo la sopravvivenza delle vostre attività ma anche la salvaguardia dell'economia legale; segnalate alle forze di polizia proposte di aiuto provenienti da persone sconosciute o con modalità opache. Lo Stato c'è. E per gli imprenditori che sono già caduti nelle maglie della criminalità mette a disposizione il fondo anti-racket gestito dal Viminale".

 

La violenza di genere

"Dall'inizio del lockdown ho manifestato la preoccupazione per gli effetti che una prolungata convivenza familiare avrebbe potuto portare come recrudescenza degli atti di violenza domestica. Insieme alla collega Bonetti abbiamo attivato iniziative per favorire l'emersione del fenomeno e rafforzare le tutele. Ho chiesto ai prefetti di intensificare i rapporti con i centri antiviolenza e le case rifugio per garantire la pronta accoglienza di chi subisce violenza. Come donna e come ministro, mi rendo conto che bisogna fare ancora tanto per superare quell'isolamento in cui finiscono per sentirsi le vittime che dobbiamo aiutare in tutti i modi".

 

I futuri sbarchi

"Sul controllo dei flussi migratori, il nostro impegno è stato rafforzato. Lungo la frontiera orientale sono stati inviati 100 militari e altri ne arriveranno. E il ministro dell'Interno sloveno, Ales Hojs, ha manifestato una maggiore disponibilità alle riammissioni informali degli immigrati irregolari. Sul fronte degli sbarchi, abbiamo reperito una nave per la quarantena dei migranti. Abbiamo già ottenuto la disponibilità da diversi Paesi per la redistribuzione dei migranti sbarcati dall'Alan Kurdi e dall'Aita Mari. L'Italia è in attesa della proposta della Commissione sul nuovo patto europeo su immigrazione e asilo che, come da richiesta non solo nostra, dovrebbe tenere conto del meccanismo di ricollocazione in Europa dei migranti salvati in mare e della responsabilità degli Stati di bandiera della navi delle Ong".

 

Il superamento dei decreti sicurezza

"Il lavoro svolto fino a febbraio qui al Viminale, per predisporre un testo, non andrà certo perduto. Spetta ora alle forze di maggioranza e al governo decidere tempi e modalità per riprendere in mano anche questo tema".

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