TimGate
header.weather.state

Oggi 04 ottobre 2022 - Aggiornato alle 12:30

 /    /    /  politiche attive lavoro riforma
Politiche attive: così verrà aiutato chi perde il lavoro

- Credit: novantino/Unsplash

economia e welfare30 agosto 2021

Politiche attive: così verrà aiutato chi perde il lavoro

di Luigi Gavazzi

Cosa prevede la riforma preparata del governo per rilanciare la carriera di chi si è fermato

Il piano per la riforma delle politiche attive del lavoro del governo Draghi è pronto. Se ne discute in questi giorni e verrà presentato il 2 settembre alle parti sociali dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Piano finanziato dal Recovery

L'obiettivo della riforma è chiaro e decisivo per il futuro del paese: si tratta infatti – spiega Valentina Conte su Repubblica – di portare tre milioni di persone senza occupazione da qui al 2025 nel mercato del lavoro con una concreta possibilità di divenire occupati. Il piano, battezzato Gol – Garanzia di occupabilità dei lavoratori – viene finanziato da cinque miliardi del Pnrr-Recovery fund. Si tratta infatti di una delle riforme di sistema del Recovery europeo.

I beneficiari del piano

Prima di vedere come è articolato il piano, diciamo subito chi dovrebbero essere i beneficiari: abbiamo detto di tre milioni di persone, il 75% delle quali dovrebbero essere "donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55. Almeno 800 mila di questi tre milioni dovranno essere coinvolti in attività di formazione. E di questi 800 mila almeno 300 mila dovranno rafforzare le competenze digitali".

Cinque percorsi di inserimento

Il piano verrà attuato attraverso cinque percorsi differenziati in base alle caratteristiche e al profilo di ciascuna persona interessata.

Il primo riguarda "il lavoratore facilmente occupabile", al quel serve solo un orientamento e accompagnamento alla nuova occupazione.

Il secondo è "il lavoratore con competenze da aggiornare al quale servono corsi di formazione di breve durata per essere reinserito nel mercato del lavoro" (upskilling).

Il terzo riguarda i lavoratori con "competenze limitate" ai quale serve formazione più forte e capace di reinventare le possibilità di occupazione (reskilling).

Il quarto punta sui lavoratori difficili da riqualificare: qui si deve partire quasi da zero cominciando da corsi base in collaborazione con i servizi sociali e territoriali.

Infine, il quinto percorso riguarda i lavoratori delle crisi aziendali, per i quali è prevista una ricollocazione collettiva.

Welfare

Le politiche attive dovranno essere ovviamente coordinate con le misure di welfare, in particolare gli ammortizzatori sociali e il reddito di cittadinanza, anch'essi in fase di riforma.

I problemi

I centri per l'impiego saranno cruciali, perché da essi passeranno le varie attività del Gol. Qui il problema riguarda il numero, giudicato insufficiente, di questi centri, che sono meno di uno ogni 100 mila abitanti, mentre l'obiettivo del governo è arrivare a uno ogni 40 mila. L'altro problema, intrecciato, riguarda la frammentazione regionale delle politiche attive del lavoro, che sono competenza concorrente – spiega Conte – fra Stato e Regioni, mentre la formazione professionale è addirittura esclusiva delle Regioni.

-----

LEGGI ANCHE:

Ecco i 25 miliardi, la prima rata del Pnrr

Come saranno i nuovi ammortizzatori sociali

Lavoro, se la ripresa si fonda sulla precarietà

Lavoro e dignità, la questione decisiva per ripartire

----