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Com’erano le case romane di Pompei

Scavi archeologici di Pompei, uno scorcio della "Domus di Nettuno"- Credit: Napolipress / Fotogramma

storia11 novembre 2021

Com’erano le case romane di Pompei

di Maria Verderio

Un viaggio nel tempo alla scoperta ;delle abitazioni del parco archeologico

Nella serie di articoli che TIMGate dedica alla splendida città di Pompei, ci soffermiamo sull’analisi delle case che, grazie agli scavi, sono tornate alla luce. Questo articolo, dedicato alle tipologie abitative fa parte di una raccolta che TIMGate dedica alla conoscenza approfondita del sito archeologico. Prossimamente entreremo virtualmente nelle ville più importanti che, ancor oggi, sono in grado di raccontare storie misteriose e affascinanti.

Pompei è disseminata di case private di vario genere. Percorrendo le strade della città antica ci si imbatte in ville ricche di tesori che ne caratterizzano l’identità. Ognuna di esse merita una descrizione a parte e le prenderemo in esame singolarmente proprio per poterne analizzare al meglio le peculiarità. Ora iniziamo a guardare da vicino le tipologie delle abitazioni.

Le domus

Le classi più nobili vivevano nelle domus, ville con un corridoio d’ingresso, un atrio e un ampio cortile attorno a cui si aprivano le stanze da letto, i vani di servizio, i salotti e le cucine. A caratterizzare il cortile c’era la presenza di una vasca, l’impluvium, che serviva a raccogliere l’acqua piovana. Da qui, l’acqua passava a un sistema di cisterne sottostanti dove veniva utilizzata per gli scopi domestici. Non poteva mancare, nelle domus, il tablinum, una sala di ricevimento che serviva come luogo di accoglienza e si affacciava sull’ingresso. Queste abitazioni conservano apparati decorativi preziosi e davvero splendidi, segni della ricchezza dei proprietari.

Ville urbane e ville rustiche

Nei luoghi più belli vicini alle città, soprattutto lungo le coste, si potevano trovare ville urbane immerse in grandi giardini e con sculture e fontane immense. Solitamente occupavano posizioni panoramiche e spesso erano dotate di vasche per l’allevamento dei pesci. Invece, le ville rustiche erano utilizzate per scopi produttivi e caratterizzate da spazi molto ampi. Spesso erano vicine alle domus principali.

L’insula

Per concludere, l’insula era la casa delle classi sociali più umili. La potremmo definire come l’attuale appartamento in condominio. A Pompei era meno diffuso come genere abitativo, ma era comunque presente. L’insula era utilizzata soprattutto nelle grandi città per far fronte ai problemi abitativi della popolazione. Spesso aveva al piano terra delle botteghe e dei negozi che, nel caso di Pompei, si sono conservati perfettamente e hanno permesso di comprendere molte abitudini della vita degli abitanti di allora.