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ITALIA04 luglio 2019

Le Ong contro Salvini dopo l'esclusione di Sea Watch

di Michela Cannovale

L'associazione è stata estromessa dall'audizione sul DL Sicurezza dietro richiesta del Carroccio

La presidente M5S della commissione Giustizia alla Camera, Francesca Businarolo, ha scelto di non convocare l’associazione Sea Watch all’audizione che avrebbe dovuto esaminate il decreto Sicurezza bis.

 

La decisione è stata presa dopo la lettera di protesta inviata dalla Lega, in cui si chiedeva l’esclusione della ong. E così, in segno di protesta, all’audizione non si sono presentate neanche le altre ong (Tavolo Asilo, Medici senza frontiere, Open Arms, Mediterranea, Saving Humans e Antigone).

 

I messaggi delle Ong

 

"A seguito della decisione di escludere Sea Watch dalle audizioni, Rescue Med non parteciperà. Lo comunichiamo con rammarico, ritenendo l'audizione come momento utile di confronto, ma la scelta di non far partecipare Sea Watch è grave e francamente incomprensibile", ha twittato Alessandro Metz, l'armatore di Mediterranea Rescue.

 

Sempre su Twitter, anche le organizzazioni del Tavolo asilo (tra cui l'Arci) hanno spiegato che "considerata l'esclusione ingiustificata della Sea Watch Italy dall'audizione a Montecitorio sul DL Sicurezza Bis, non prenderà parte all'audizione e parteciperà ad un incontro pubblico per esprimere le proprie valutazioni sul DL oggetto dell'audizione".

 

"Questa mattina - ha invece scritto su Facebook l'associazione Antigone - saremmo dovuti essere auditi alla Camera dei Deputati in merito al decreto sicurezza bis. Insieme a noi e ad altri sarebbe dovuta intervenire anche Sea Watch a cui è stato impedito. Ritenendo questo atto molto grave e fortemente lesivo dei principi democratici, insieme alle altre associazioni convocate, abbiamo deciso di disertare l'audizione dandone comunicazione al presidente della Camera e ai presidenti delle Commissioni competenti".

 

Il commento di Salvini

 

In tutta risposta, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha detto: "Chissenefrega delle Ong, ho problemi più ingenti di qualche perditempo che passa la vita a infrangere le leggi di questo Stato. Il dramma è che non ci sono le Carole o i centri sociali sulla nave di Mediterranea, ma qualche uomo dello Stato, come i giudici, che danno ragione a questa gentaglia. Mi domando se una nave italiana avesse attentato alla vita di militari tedeschi se un giudice tedesco avrebbe emesso la stessa sentenza: non penso".