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Cosa prevede il Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea - Credit: Xinhua / IPA / Fotogramma
solidarietà obbligatoria 25 settembre 2020

Cosa prevede il "Patto sui migranti" della Ue

di Luigi Gavazzi

Breve analisi della proposta della Commissione di von del Leyen

La proposta di “Patto sui migranti” della Commissione europea, presentata il 23 settembre a Bruxelles dalla presidente Ursula von der Leyen viene considerato un compromesso che ha l’obiettivo di conciliare le priorità e le politiche di tutti i governi della Ue.

Il che rischia di renderlo insufficiente. Ora comunque inizia la trattativa - difficile - che dovrebbe portare alla sottoscrizione dell’accordo da parte di tutti i paesi.

Le principali disposizioni

La proposta di von der Leyen prevede alcuni punti forti. Prendiamo a prestito l’articolo di Alberto D’Argento su Repubblica per sintetizzarli.
* Il patto dovrebbe coniugare “responsabilità e solidarietà”;
* un sistema di “solidarietà obbligatorio” dovrebbe sostenere Italia e Grecia, i due paesi nei quali è maggiore l’arrivo di migranti. Viene dunque riconosciuta la specificità delle condizioni dei paesi mediterranei. I partner europei, in sostanza saranno obbligati a ospitare sul proprio territorio richiedenti asilo e migranti economici irregolari salvati nel Mediterraneo, in proporzione al Pil e alla popolazione;
* il patto tiene però conto della possibilità che alcuni (molti) governi possano opporsi all’accoglienza di queste persone. Chi rifiuta dovrà però diventare “sponsor” – pagare e organizzare, in pratica – il rimpatrio entro 8 mesi del numero che gli spetterebbe. Se per qualsiasi motivo non dovesse farlo, dovrà ospitarli sul proprio territorio;
* i migranti che hanno parenti in un altro paese Ue rispetto a quello di arrivo, o che in quel paese hanno in precedenza studiato o lavorato, verranno presi in carico proprio da quello stato membro;
* infine, il patto prevede il rafforzamento dei confini esterni, accordi con i paesi di origine per accelerare i rimpatri e la definizione di corridoi legali per permettere l’arrivo in Europa per chi ne ha diritto.

Il regolamento di Dublino non è ancora del tutto superato

Secondo la ministro dell’interno Luciana Lamorgese, si tratta di passi avanti rispetto al passato, ma non si vede quel “superamento del sistema di Dublino da noi auspicato”.
Ovviamente i paesi di Visegrad, guidati dall’Ungheria, annunciano battaglia. Con il primo ministro di Budapest, Viktor Orbán, che dice che i migranti “vanno tenuti fuori dall’Unione” e la Repubblica Ceca che afferma che “Non saremo d’accordo con nessuna proposta che preveda l’obbligo di ricollocamento”.

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