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Scoperta la probabile identità della 'Gioconda'

Una riproduzione antica della celebre 'Gioconda' fotografata a un'asta- Credit: ROMUALD MEIGNEUX / Ipa-Agency.net / Fotogramma

ARTE04 luglio 2022

Scoperta la probabile identità della 'Gioconda'

di Maria Verderio

Secondo il recente studio, si tratterebbe del ritratto di Bianca Giovanna Sforza e alle sue spalle Leonardo avrebbe dipinto il Ponte Gobbo di Bobbio

Il genio di Leonardo da Vinci, ingegnere, scultore, musicista, scenografo, letterato e pittore, è rimasto leggibile in molte delle sue opere. Ma ce n’è una in particolare che ha sempre attratto studiosi e amanti d’arte per il mistero e il fascino: la Gioconda.

Firenze e il Rinascimento

Leonardo è vissuto in pieno Rinascimento a Firenze, culla della cultura e delle innovazioni di quel periodo storico. Uno dei capolavori dell’arte rinascimentale è senza dubbio la Gioconda che, da sempre, è rimasta indecifrabile. Ma oggi un nuovo studio getta luce sul capolavoro e sui suoi enigmi.

L'ipotesi

Sembra che la Gioconda, secondo gli studi della storica d'arte Carla Glori, sia Bianca Giovanna Sforza, figlia di Ludovico Il Moro. Questa ipotesi è avvalorata anche dalle recenti scoperte di Silvano Vincenti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali.

I simboli

Il misterioso quadro di Leonardo ha molti simboli che possono sciogliere i misteri sull'identità della donna ritratta. Nell'occhio destro della Gioconda è emersa una S che indicherebbe la famiglia Sforza; nell’occhio sinistro una L che identificherebbe l’artista.

Il paesaggio

Ma Carla Glori sarebbe riuscita anche a riconoscere il ponte immerso nel paesaggio: si tratterebbe di quello del Gobbo sul fiume Trebbia a Bobbio, nel piacentino e avrebbe dichiarato: 'è altamente probabile che Da Vinci avesse visitato Bobbio a causa della sua famosa biblioteca e che abbia dipinto il paesaggio basandosi sulla memoria qualche anno dopo, probabilmente quando viveva in Francia'. Vincenti, inoltre, ha individuato il numero 72 sotto il ponte, che potrebbe riferirsi all'anno 1472, quando la piena del Trebbia distrusse il ponte. Tutti elementi che, se letti nella stessa ottica, portano alla risoluzione del mistero e riescono a far combaciare alla perfezione i tasselli del mosaico.