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Richard Avedon a Milano

Un autoritratto di Avedon- Credit: Clara Biondo / Fotogramma

FOTOGRAFIA02 agosto 2022

Richard Avedon a Milano

di Raffaella Ferrari

Dal 22 settembre a Palazzo Reale

 

Il capoluogo lombardo celebra di nuovo la moda con un grande nome della storia della fotografia, Richard Avedon, in mostra con Relationships. A Palazzo Reale dal 22 settembre al 29 gennaio 2023, 106 scatti ripercorrono la sua carriera. Una cifra stilistica poi copiata da molti autori, minimal e fatta di pochi ingredienti per esaltare completamente la personalità del soggetto ritratto: bianco e nero e sfondo bianco o monocromatico. Portano la sua firma i ritratti di molte celebrities e personaggi della moda e della cultura. Dall'esordio di Gianni Versace alle modelle che hanno segnato un'epoca come Twiggy, Veruschka e Jean Shrimpton, fino ai Beatles e Bob Dylan, Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, il Dalai Lama e Andy Wahrol.

 

Dopo aver abbandonato gli studi di filosofia nel 1942, Avedon si arruola nella Marina Militare come fotografo di autopsie e foto d'identità. L'incontro con Alexey Brodovitch, art director di Harper's Bazar nel 1944, sarà determinante per l'ingresso nel tempio della fotografia di moda. Le sue fotografie sono state pubblicate su Vogue, Life, Mademoiselle, The New Yorker e Rolling Stone, fino a realizzare il prestigioso calendario Pirelli nel 1995 e nel 1997. Avedon, ispirato dal fotografo ungherese Martin Munkacsi, ha introdotto il movimento nella fotografia di moda, celebri gli scatti che lo ritraggono in studio mentre mostra alle modelle come atteggiarsi davanti all'obiettivo.

 

Oltre al mondo dello spettacolo e della moda Avedon ha continuato parallelamente alcune sue ricerche personali che lo hanno portato a documentare la morte del padre, lavoro esposto poi al MOMA di New York, e a ritrarre alla stessa stregua dei vip, le classi sociali più disagiate, alcuni pazienti psichiatrici e pazienti vittime del Nepalm in Vietnam. Promossa dal Comune di Milano e Skira Editore, l'esposizione si avvale di immagini provenienti dalla collezione del Center for Creative Photography di Tucson e dalla Richard Avedon Foundation.