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Riforma della giustizia penale: ecco cosa contiene

La ministra della Giustizia Marta Cartabia- Credit: LUIGI MISTRULLI / Fotogramma

la nuova italia09 luglio 2021

Riforma della giustizia penale: ecco cosa contiene

di Luigi Gavazzi

Obiettivo: velocizzare i tempi e renderli compatibili con gli standard Ue

Il Consiglio dei ministri ha dunque approvato l'8 luglio il testo della riforma della giustizia penale. Formalmente il testo è contenuto negli "emendamenti governativi al disegno di legge recante 'delega al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello' proposti dal Ministro della giustizia, Marta Cartabia", come indicato dal comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri.


Lo scopo della riforma della giustizia, uno dei requisiti per l'approvazione del Pnrr italiano da parte della Commissione europea, è velocizzare i tempi del processo penale e renderli compatibili con gli standard europei.
Spiega l'Ansa che il nodo principale di discussione nel governo e nella maggioranza è lo stop alla prescrizione. La soluzione è stata raggiunta grazie alla mediazione di Cartabia che ha "puntato sull'inclusione dei reati contro la Pubblica Amministrazione, come la corruzione e la concussione, tra quelli con tempi processuali allungati, e l'inserimento delle condizioni di 'improcedibilità' per il secondo e terzo grado, se si sforano determinate tempistiche".

La prescrizione

Sulla prescrizione, in sostanza, scrive l'Ansa, il compromesso prevede che venga "bloccata dopo la sentenza di primo grado, che si tratti di assolti o condannati". In Appello invece viene introdotto il "termine massimo di due anni (arriverebbe a tre in caso di reati gravi), oltre il quale si dichiarerebbe l'improcedibilità". In Cassazione il termine sarebbe di un anno (in caso di reati gravi la proroga sarebbe di ulteriori sei mesi). In sostanza, precisa ancora l'Ansa, "nel secondo e terzo grado di giudizio, oltre quei tempi stabiliti non si estinguerebbe il reato ma si sospenderebbe il processo, di fatto bloccato. Un caso diverso dunque dalla prescrizione, dove il reato è appunto cancellato. Per i reati imprescrittibili - come quelli punibili con l'ergastolo - non sarebbero posti limiti alla durata dei processi".

Altre norme previste dalla riforma riguardano:

Tempi processuali più lunghi sono possibili per reati contro la pubblica amministrazione, come la corruzione e la concussione.

–È confermata in linea generale la possibilità di ricorrere in Appello, sia per il pubblico ministero che per l’imputato, per le sentenze di proscioglimento e di condanna; inammissibilità dell’appello solo per "aspecificità dei motivi”.

Indagini preliminari: il pubblico ministero può chiedere il processo solo quando gli elementi acquisiti permettano una "ragionevole previsione di condanna”. I termini di durata massima delle indagini vengono rimodulati rispetto alla gravità del reato.

–Pene sostitutive: “le pene sostitutive come detenzione domiciliare, semilibertà, lavoro di pubblica utilità e pena pecuniaria - attualmente di competenza del Tribunale di sorveglianza - saranno direttamente irrogabili dal giudice entro il limite di quattro anni di pena inflitta. Viene invece esclusa la sospensione condizionale”.

Il testo ora dovrà vedersela con le Camere. Non sono però escluse battaglie, anche de Draghi conta di chiudere in fretta.

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