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Riforme del governo Draghi: a che punto siamo

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi- Credit: China Nouvelle/Sipa/Ipa/Fotogramma

tempi stretti24 maggio 2022

Riforme del governo Draghi: a che punto siamo

di Luigi Gavazzi

Per il premier sono condizioni dell'esistenza di questo esecutivo

Riforme indispensabili, lo dice l'Europa e lo sostiene con convinzione anche Mario Draghi. Si tratta della Concorrenza, della Giustizia, del Codice degli appalti e della delega sul Fisco. Da questi passaggi non può prescindere il lavoro del governo. Ieri la Commissione Ue, nelle raccomandazioni, ha ribadito le pressioni sull'Italia per l'approvazione rapida. Anche perché da esse dipende la tranche di fondi del Pnrr, quasi 46 miliardi, che la Commissione ci dovrebbe trasferire tra giugno e dicembre.
Si tratta di riforma che hanno intrapreso il cammino per l'approvazione alle Camere, non senza contrasti e impuntature. I passaggi più difficili sembrano quelli relativi al fisco e alla concorrenza. Draghi dice che a esse - insieme alla collocazione europea dell'Italia - è condizionata l'esistenza del governo.

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Ecco in sintesi i temi di queste riforme:

Fisco

I punti più controversi sono la revisione del catasto, per rispettare le richieste della Ue che indica di "allineare i i valori catastali ai valori di mercato".
Sulle tasse invece la riforma vuole mettere ordine nelle aliquote e abbassare l'Irpef. Si ritoccano anche le imposte sui capitali.

Liberalizzazioni e concorrenza

Questa riforma deve essere pronta, approvata e con i decreti attuativi già scritti, entro la fine dell'anno. Qui il nodo sono le concessioni balneari. Gli altri aspetti riguardano, per esempio, i servizi pubblici locali, il settore idroelettrico, i farmaci, i taxi. Draghi punta ad avere il via libera dal Senato entro il 31 maggio o porrà la fiducia; poi toccherà alla Camera.

Giustizia

Le riforme approvate del processo civile e penale sono nella fase di preparazione dei decreti delegati. Ora deve passare la riforma del Csm che secondo il Pnrr ha conseguenze dirette sull'efficienza del sistema.

Codice degli appalti

Approvata al Senato, è ora alla Camera. Si tratta di un testo di legge delega che, dopo il via libera delle Camere sui principi generali, finirà di nuovo nelle mani dei tecnici del governo che renderanno operativa la riforme con i decreti. Decisivo nell'attuazione della riforma il Consiglio di Stato che sarà affiancato da magistrati del Tar, avvocati dello Stato, tecnici.