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Le scuole superiori non riapriranno prima del 2021 - Credit: Claudio Fusi / Fotogramma
didattica a distanza 22 novembre 2020

Le scuole superiori non riapriranno prima del 2021

di Gianluca Cedolin

Il 7 gennaio potrebbe essere la data per tornare in classe

Molti studenti italiani delle superiori rischiano di non rientrare in classe prima dell’inizio del 2021: attualmente a casa in tutta Italia (con l’aggiunta di seconde e terze medie nelle regioni rosse), difficilmente torneranno a scuola prima del 7 gennaio, ha scritto La Repubblica.

Il quotidiano parla di tre grandi questioni a cui siamo arrivati impreparati il 14 settembre, giorno di riapertura delle scuole: i trasporti, il tracciamento dei contagi interni e le troppe assenze dei docenti (soprattutto a causa di un arruolamento “fallimentare”). Su questi tre campi dovranno lavorare la ministra dell’Istruzione, il governo, il Cts e i presidi, per provare almeno a riaprire dopo le feste natalizie, e tirare dritti fino a giugno.

 

I decreti attualmente in vigore scadono il 3 dicembre, quindi volendo, magari in base alla regione e al ciclo scolastico, si potrebbe riaprire il 4. Essendo un venerdì, e con il successivo ponte dell’8 dicembre (che cade di martedì), a quel punto si slitterebbe al 9. Ha senso aprire per due settimane, dal 9 al 22, con la situazione epidemiologica ancora critica e soprattutto senza aver lavorato per migliorare i problemi di cui sopra? Probabilmente no, ragion per cui la data del 7 gennaio sembra quella probabile per il ritorno in aula. Il presidente dell’Associazione presidi laziale, Mario Rusconi, mette in guardia sugli ipotizzati giorni di allentamento delle misure pre-Natale: “Non ce li possiamo permettere”, ha detto alla Repubblica. Un’altra impennata dei contagi, infatti, potrebbe far slittare ulteriormente l’apertura delle scuole. 

 

Molti studenti negli ultimi dieci mesi hanno passato un solo mese a scuola, in Campania addirittura due settimane. Un problema su cui anche il Comitato tecnico-scientifico ha unanimemente detto che bisogna intervenire tempestivamente: “Le chiusure hanno un impatto negativo sulla salute dei ragazzi alterando il loro benessere affettivo e sociale e dovrebbero essere considerate come l'ultimo provvedimento, temporaneo e solo locale, nel caso in cui l'epidemia non possa essere gestita con diverso approccio". E invece, purtroppo, spesso sono ancora gli studenti a essere sacrificati.

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