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Il futuro della scuola passa dalla digitalizzazione e dalla banda larga - Credit: Claudio Fusi/Fotogramma / Fotogramma
tecnologia e società 5 marzo 2021

Il futuro della scuola passa dalla digitalizzazione e dalla banda larga

di Luigi Gavazzi

Un modello di istruzione esteso alla comunità, con al centro gli istituti scolastici

Fra le conseguenze più evidenti della pandemia di Covid-19 sulla società italiana, la condizione e reazione della scuola alle difficoltà sono fra le più importanti e significative per il presente e per il futuro del paese.

Il presente e il futuro

Da più parti viene ricordato come le aperture e le chiusure della scuola stiano segnando un’intera generazione di ragazzi, ma viene anche – giustamente – sottolineato da molti commentatori come la scuola si sia organizzata e riorganizzata più volte in questi mesi attraverso gli sforzi degli insegnanti e dei dirigenti scolastici per garantire, nell’emergenza, sia la didattica a distanza, sia, quando possibile, le riaperture e le lezioni in presenza, con un accettabile margine di sicurezza.

 

LEGGI ANCHE: Così le scuole chiuse aumentano le disuguaglianze ••• Scuola e Covid: i dati per decidere dove aprire ••• Le idee sulla scuola del nuovo ministro, Patrizio Bianchi

 

Una riflessione sull’organizzazione della didattica

A fronte di tutto ciò e puntando molto sulla vaccinazione di massa, va certamente osservato che questi mesi di grande scompiglio impongono all’intera società italiana una riflessione sulla organizzazione della didattica non solo per l’emergenza, ma anche in prospettiva di medio e lungo periodo, per rendere l’intero sistema dell’istruzione all’altezza di un grande paese che guarda al futuro. 

Per l’Italia – e Mario Draghi lo ha sottolineato più volte in queste settimane – la scuola e l’istruzione sono priorità assolute. 

Trasformazioni

In sostanza, la scuola che uscirà dall’emergenza del Covid dovrà trasformarsi per essere più flessibile, capace di soddisfare i bisogni della società, di suscitare stimoli e dimostrarsi all’altezza delle esigenze di una società italiana pienamente integrata nell’Europa e in relazione con il mondo.

Un sistema aperto, distribuito in più luoghi

Sarà probabilmente un sistema scolastico che diventerà fino in fondo ibrido, capace di integrare le aule con gli altri luoghi dove si apprende – le case, le biblioteche, i musei, le aziende, solo per citarne alcuni – in una cornice di inclusione sociale che si occupi di offrire a tutti opportunità di crescita e apprendimento.

La banda larga

In tale quadro il processo di digitalizzazione e la piena connessione ad alta velocità garantita dalla banda larga sono cruciali.

Sono i fili capaci di unire e quindi di costruire un sistema di istruzione che sia insieme efficiente ma sia anche capace di offrire opportunità creative agli insegnanti e agli studenti. E che aiuti il paese a raggiungere l’obiettivo del lifelong learning, indispensabile a un’economia avanzata del XXI secolo.

Le nuove generazioni

Il Next Generation Eu  – quel che spesso viene chiamato Recovery Fund – è certamente uno stimolo e un’opportunità perché nelle indicazioni sui progetti da inserire nei vari Piani nazionali per l’utilizzo dei fondi europei, l’istruzione e la digitalizzazione sono aspetti fondamentali, decisivi. Perché da essi dipende il futuro di tutti i paesi e l’intero programma di ripresa dell’Unione europeo, non a caso, fa riferimento, a cominciare dal nome, alle prossime generazioni.

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