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Scuola e Covid, i presidi lamentano "enormi difficoltà gestionali"

Milano, Liceo Artistico Statale Brera- Credit: Maurizio Maule / Fotogramma

CORONAVIRUS18 gennaio 2022

Scuola e Covid, i presidi lamentano "enormi difficoltà gestionali"

di Tina Carlyle

Giannelli: "La nostra stima è del 50% di classi in Dad, anche se ;il sistema ha tenuto"

"La ripresa della scuola c'è stata - aggiunge Giannelli - e il sistema ha tenuto, ma non avevamo dubbi su questo: questo sta avvenendo grazie all'impegno dei presidi e dei docenti e di tutto il personale. Non ci sono state catastrofi ma c'è un enorme difficoltà gestionale. I presidi si stanno occupando solo della gestione sanitaria, non di tutto il resto".

 

A una settimana dalla tanto polemizzata riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia, sono queste le parole presidente dell'Associazione nazionale Presidi Antonello Giannelli, sentito a Radio 24.

 

"La nostra stima - ha continuato Giannelli - è del 50% di classi in Dad. Aspettiamo ora la pubblicazione di dati ufficiali".

 

Le enormi difficoltà, secondo il presidente, sono dovute soprattutto alle regole relative alle quarantene per gli studenti: "Le regole vanno cambiate, il sistema è complicato e farraginoso, le Asl non riescono a gestire la situazione. Ho letto moduli delle aziende sanitarie in cui si demanda al dirigente scolastico di disporre quarantene e isolamenti. Ci stanno usando come se fossimo dei 'parasanitari', come se dicessero: 'Decidi tu cosa fare'".

 

Anche il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi era intervenuto in merito ai primi effetti del rientro in classe: "Ci sono stati disagi differenziati zona per zona, ma la scuola ha riaperto e si è affermata la convinzione che la scuola sia un elemento fondante: è la priorità, un diritto. Quello che è stato evidente in questa settimana è che nella stragrande parte del Paese non solo si è tornati a scuola, ma si è ritrovato il valore della scuola in presenza. La Dad: questa funziona se è parte integrante di un progetto didattico, non se è l'alternativa o il surrogato della scuola", aveva detto sempre a Radio 24.