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I problemi della scuola: mancano docenti e banchi - Credit: Marco Passaro / Fotogramma
RIAPERTURA 16 settembre 2020

I problemi della scuola: mancano docenti e banchi

di Gianluca Cedolin

Ancora 150mila cattedre da assegnare e 2,2 milioni di banchi da consegnare

Quasi tutte le scuole del Nord e di alcune regioni del Centro-Sud hanno ricominciato le lezioni in classe lo scorso 14 settembre, ma i problemi aperti restano molti, da sistemare in corso d'opera.

I casi aperti sono due principalmente, come scrive Il Corriere della Sera: mancano i docenti e i banchi. Per quanto riguarda il fronte insegnanti, a causa delle mancate nomine di ruolo e con le aggiunte imposte dall'organico Covid, quest'anno vanno assegnate 210mila cattedre in supplenza (un record): di queste, 150mila sarebbero ancora scoperte, secondo i dati dei sindacati.

 

La ministra Azzolina ha detto che entro il 24 avremo i docenti in cattedra, anche grazie alla procedura digitalizzata, che tuttavia contiene errori e storture, tanto che a Milano, per esempio, su 10mila posti da assegnare ne sono stati coperti zero. Un problema che ha colpito soprattutto gli studenti fragili: a Pisa e a Roma, due bambini disabili sono stati mandati a casa per la mancanza di un insegnante di sostegno, una carenza comune a molte scuole italiane purtroppo.

 

Anche i numeri dei banchi sono ancora preoccupanti: finora ne sono stati consegnati 200mila dei 2,4 milioni richiesti. Le 11 aziende vincitrici del bando indetto dal comissario straordinario Arcuri stanno faticando sia nella produzione che nella distribuzione. Entro il 31 ottobre scatteranno per loro le penali per il ritardo: per quella data si spera siano stati consegnati tutti, ma non si hanno certezze in merito.

 

Per ora le scuole si stanno arrangiando, facendo lezioni all'aperto o usando i vecchi banchi da due posti, ma per un solo studente, quindi dividendo le classi in gruppi, con degli alunni in aula e degli altri a seguire la lezione da remoto. E quando arriveranno i banchi, potrebbe sorgere il problema dello smaltimento di quelli vecchi: a Roma, la sindaca Raggi ha proposto di stoccarli in un deposito del comune, per poterli poi riutilizzare al termine dell'emergenza.

 

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