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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 11:13
La bufala del servizio del 2015 al Tg3 Un tampone per l'attuale coronavirus - Credit: Rich / Ipa / Fotogramma
FAKE NEWS 26 marzo 2020

La bufala del servizio del 2015 al Tg3

di Gianluca Cedolin

Parla di un virus creato in laboratorio, ma non c’entra nulla con quello attuale


Da alcuni giorni ha iniziato a girare prima su Whatsapp e poi sui social network, a causa anche della condivisione di alcuni politici, il video di un servizio di Leonardo, il telegiornale scientifico di Rai 3, dal titolo “Scienziati cinesi creano supervirus polmonare da pipistrelli e topi: serve solo per motivi di studio, ma sono tante le proteste”.

Immediatamente i complottisti si sono scatenati, riportando in auge la teoria secondo cui la Cina avrebbe creato il nuovo coronavirus in laboratorio.

Una tesi smentita seccamente, ancora una volta, da tutta la comunità scientifica, come già aveva fatto una settimana fa lo studio di Nature Medicine, che dimostrava come l’attuale virus sia di origine naturale.

 

“Un virus naturale e uno creato in laboratorio sono perfettamente distinguibili – ha detto a Repubblica Fausto Baldanti, virologo dell'università di Pavia e del policlinico San Matteo - "L'esperimento del 2015 è avvenuto sotto gli occhi di tutti. Il genoma di quel microrganismo è stato pubblicato per intero. E non è lo stesso del coronavirus attuale”.

 

Il virus creato nel 2015

Il servizio di Leonardo del 2015 non ha pubblicato una fake news; qualche anno fa un virus era stato davvero creato, partendo da altri due virus: SHC014-CoV e SARS-CoV (uno dei sette diversi coronavirus noti alla scienza), ma il risultato non ha nulla a che vedere con il coronavirus attuale.

 

 

Ma allora perché era stato fatto quell’esperimento? Lo ha spiegato sempre il virologo Baldanti: “Perché per sconfiggere il tuo nemico devi conoscerlo: qualche anno fa in Olanda un gruppo prese il virus della Spagnola da alcuni cadaveri conservati per un secolo nel permafrost in Alaska. Venne modificato, aggiungendo dei frammenti di genoma che ne modulavano la virulenza. L'obiettivo era capire come mai quella pandemia fu così micidiale, per prevenire il ripetersi di un evento simile”.

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