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Smart working, cosa cambia da settembre

- Credit: Pixabay

ITALIA16 agosto 2022

Smart working, cosa cambia da settembre

di Michela Cannovale

Si torna alle regole ordinarie: ripristinato l'accordo individuale.

A partire dall'1 settembre 2022 lo smart working non sarà più una certezza: è l'effetto del dello stop alle semplificazioni previste dal Decreto Rilancio per i datori di lavoro del settore privato.

 

In base al decreto legge n. 24/2022, che con l'articolo 10 ha disposto il rinnovo fino al 31 agosto delle disposizioni previste dall'articolo 90, commi 3 e 4 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, infatti, si torna alle regole ordinarie delle modalità lavorative. 

I datori di lavoro del settore privato non avranno più, dunque, la possibilità di applicare lo smart working in azienda anche in assenza degli accordi individuali, con modalità di comunicazione al Ministero del Lavoro semplificata rispetto all'ordinario.

La principale novità da settembre consisterà proprio nel ripristino dell'accordo individuale tra azienda e lavoratore sulla base delle disposizioni previste dagli artt. 19 e 21 della Legge n. 81/2017 e dai contratti collettivi.

Secondo il Protocollo sottoscritto dal Ministero del Lavoro e delle Parti Sociali, l'accordo individuale dovrà obbligatoriamente definire i seguenti punti: durata dell'accordo stesso (a termine o a tempo indeterminato); alternanza tra i periodi di lavoro in azienda e smart working; luoghi eventualmente esclusi per lo svolgimento dello smart working; esecuzione della prestazione lavorativa svolta al di fuori dei locali aziendali ed sanzioni disciplinari nel rispetto della disciplina prevista nei contratti collettivi; strumenti di lavoro; tempi di riposo del lavoratore.