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Lo smart working per chi ha figli minori di 14 anni

- Credit: Pixabay

LAVORO AGILE25 maggio 2022

Lo smart working per chi ha figli minori di 14 anni

di Michela Cannovale

Diritto prorogato fino al 31 luglio. Novità anche per i lavoratori fragili

Il diritto allo smart working per tutti i genitori dipendenti del settore privato che hanno figli minori di 14 anni è stato prorogato fino al 31 luglio. È quanto stabilisce il Dl Riaperture a cui è stato dato il via libera lo scorso 23 maggio.

 

Il decreto ha tuttavia valore, si legge, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito o in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa (o nel caso l'altro genitore sia senza lavoro), e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

 

Smart working anche per i fragili

Sempre in base al Dl Riaperture, anche le persone fragili con patologie specifiche individuate dal Decreto ministeriale del 4 febbraio 2022 potranno scegliere di lavorare da casa, ma in questo caso solo fino a fine giugno. Per questi stessi soggetti, qualora la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, è stata prorogata fino al 30 giugno anche l’equiparazione a ricovero ospedaliero del periodo di assenza dal servizio (ma i periodi di assenza dal servizio non sono computabili ai fini del periodo di comporto).

 

Lo stesso decreto proroga inoltre fino al 31 agosto la semplificazione di attivazione dello smart working per i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, in ragione dell'età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell'ambito della sorveglianza sanitaria a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.

 

In tutti i suddetti casi non vi sarà quindi necessità di accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore ma basterà la comunicazione semplificata al Ministero del Lavoro.