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La strage di Ustica, quarant'anni fa Il relitto del Dc-9, conservato oggi a Bologna - Credit: Luciano Nadalini / Ipa / Fotogramma
L'ANNIVERSARIO 27 giugno 2020

La strage di Ustica, quarant'anni fa

di Gianluca Cedolin

Il 27 giugno 1980 abbattuto il volo civile Dc-9 di Itavia. 81 morti

Quarant'anni fa, il 27 giugno 1980, l'aereo Dc-9 della compagnia Itavia decollato da Bologna e diretto a Palermo scompare dai radar vicino all'isola di Ustica, nel Mar Tirreno, a 70 chilometri dal capoluogo siciliano.

Il giorno affiorano i resti del velivolo, dei passeggeri e dei loro effetti. Non ci sono sopravvissuti: 81 vittime, in uno degli episodi che ha segnato la storia repubblicana italiana, e che ancora oggi rimane dibattuto e controverso.

 

L'ipotesi dell'incidente o del cedimento strutturale dell'aereo viene scartata quasi subito: si parla di una bomba esplosa dall'interno o di un missile che avrebbe abbattuto per errore il Dc-9. Ma nei giorni e negli anni successivi alla strage si susseguono una lunga serie di depistaggi e insabbiamenti, ragion per cui ancora oggi, seppure una sentenza penale e una civile accreditino la tesi del missile, non abbiamo certezze su quanto sia accaduto.

 

Ci sono voluti sette anni per tirare fuori il relitto dai fondali del Tirreno, dieci, quindici anni per sentire testimoni chiave, mentre sparivano carte e nastri decisivi all'indagine. Negli anni '90, in un'ordinanza di oltre 5mila pagine, il giudice Rosario Priore descrive uno scenario di guerra, con il Dc-9 trovatosi in mezzo a una battaglia nei cieli (che molto probabilmente vede coinvolte la Francia, gli Usa e la Libia di Gheddafi) e abbattuto per errore. Priore incrimina una decina di ufficiali dell'Aeronautica italiana per depistaggi e omissioni, ma non individua i colpevoli della strage. Alla fine verranno tutti assolti.

 

In sede civile, invece, il Tribunale di Palermo nel 2011 condanna i ministeri di Trasporti e Difesa a risarcire i familiari delle vittime con oltre 100 milioni di euro: secondo i giudici, il Dc-9 era stato abbattuto da due caccia che volevano intercettare un aereo nascosto sulla scia del volo civile. Una tesi confermata dalla Cassazione, ma con il fatto che in sede civile si agisce in base al fatto maggiormente probabile, non abbiamo una sentenza definitiva su quanto accaduto. Considerate tutte le prove, la conclusione maggiormente accreditata ritiene che un caccia della Nato abbia bersagliato per errore il Dc-9, mentre aveva come obiettivo un Mig dell'aviazione libica.

 

Il 22 aprile 2020 due ministeri sono costretti a risarcire anche 330 milioni di euro all'Itavia, la compagnia aerea che aveva chiuso i battenti sul finire del 1980, a pochi mesi dalla strage. Una strage che ancora oggi ci riporta a un periodo buio della storia italiana (il 2 agosto avremo la bomba alla stazione centrale di Bologna), sul quale tutt'oggi, a quarant'anni dai fatti, rimangono molte ombre.

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