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Con i tamponi rapidi sono sbagliati due risultati su tre

- Credit: Pixabay

COVID-1928 gennaio 2022

Con i tamponi rapidi sono sbagliati due risultati su tre

di Tina Carlyle

"Il problema è il modo in cui vengono eseguiti". L'allarme di medici e farmacisti sui test fai-da-te

I tamponi rapidi per la ricerca del coronavirus acquistabili in farmacia ed eseguibili autonomamente a casa danno due risultati sbagliati su tre e per la maggior parte delle volte si tratta di falsi negativi. In questo modo, generano una situazione che permette agli asintomatici di circolare liberamente, complicando il sistema di verifica e accertamento dei positivi.

 

È questo l'ultimo allarme lanciato da medici e farmacisti, secondo i quali il problema è dovuto soprattutto al fatto che in molti non eseguono il tampone correttamente.  “Il tampone fai-da-te lo abbiamo sempre sconsigliato - ha spiegato Alfredo Procaccini, vicepresidente di Federfarma, in un'intervista a Il Messaggero - perché pur essendo valido come strumento, il cittadino non riesce a eseguirlo nel 90% dei casi come invece fa un infermiere, un sanitario, un medico, un farmacista e poi per quanto sia bravo ad eseguire il test, salta il tracciamento”. “Se proprio si vuole fare - ha continuato Procaccini - è necessario seguire scrupolosamente le indicazioni”.

 

Alberto Chiriatti, vice segretario regionale della Fimmg Lazio, ha invece spiegato a Il Messaggero che, proprio perché spesso i tamponi fai-da-te non vengono eseguiti nel modo corretto, ci sono state persone “che a fronte di una sintomatologia riconducibile al Covid, febbre o raffreddore, o anche senza soffrire di nulla e dunque a mero scopo di controllo, hanno svolto il tampone a casa da soli risultando negativi quando invece erano positivi”. Infatti sono poche sono le persone che, dopo il test rapido fatto in casa, procedono con un altro tampone in farmacia o dal medico. “La maggior parte degli utenti - ha aggiunto Chiriatti - quando vede che non è positivo lascia stare, ma questo crea enormi problemi, a partire dal mancato isolamento”.

 

“I test fai-da-te sono poco affidabili, perché alle limitazioni tipiche dei test antigenici rapidi, ovvero una minore sensibilità e una finestra temporale molto stretta per identificare la positività, si aggiunge la variabile della raccolta del campione: difficilmente con l’autoprelievo naso-faringeo si riesce a raccogliere un campione valido”, ha commentato invece l’immunologa Antonella Viola, direttrice scientifica dell’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza di Padova, sentita da Repubblica.