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Vaccini, l’anticipo della terza dose a cinque mesi

- Credit: LiveMedia/Federica Lamagra / Fotogramma

lotta alla pandemia23 novembre 2021

Vaccini, l’anticipo della terza dose a cinque mesi

di Gianluca Cedolin

Il governo ha deciso di ridurre i tempi di attesa per il richiamo

Il governo italiano ha deciso, dopo un incontro tre i governatori delle regioni, i ministri Gelmini e Speranza e il sottosegretario Garofali, di anticipare a cinque mesi la terza dose di vaccino. Fino a oggi la cosiddetta dose booster poteva essere somministrata solamente a sei mesi di distanza dalla seconda dose, quella di completamento del ciclo vaccinale. Ora, visti i dati sull’efficacia che cala leggermente e il bisogno di proteggere la popolazione dalla quarta ondata, l’Italia (come altri paesi) ha optato per anticipare il richiamo.

 

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“La dose di richiamo è cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto. Dopo l'ultimo parere di Aifa sarà possibile farla a 5 mesi dal completamento del primo ciclo. Vacciniamoci tutti per essere più forti”, ha commentato sui social il ministro della Salute, Roberto Speranza. Il provvedimento va in Gazzetta ufficiale oggi, martedì 22 novembre, per entrare in vigore domani. Attualmente la possibilità di fare la terza dose di vaccino è stata aperta (in anticipo) a tutta la popolazione over 40. Finora sono stati somministrati in Italia oltre 4 milioni di terze dosi.

 

“Tenuto conto dell'attuale condizione di aumentata circolazione virale e ripresa della curva epidemica - si legge nella circolare con il nuovo provvedimento - e in un'ottica di massima precauzione, si rappresenta che nell'ambito della campagna di vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19, l'intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose "booster" (di richiamo) con vaccino a m-RNA, alle categorie per le quali è già raccomandata è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato”.