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Università, come funziona l'iscrizione alla doppia laurea

- Credit: Pixabay

ITALIA09 agosto 2022

Università, come funziona l'iscrizione alla doppia laurea

di Michela Cannovale

Gli studenti potranno iscriversi a due corsi contemporaneamente

Gli studenti universitari in Italia avranno d'ora in poi la possibilità di ottenere una doppia laurea iscrivendosi a due corsi contemporaneamente. È quanto prevede il decreto n° 930 del 29 luglio 2022 del ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, che ha disciplinato le modalità per facilitare la contemporanea iscrizione degli studenti a due diversi corsi di laurea, di laurea magistrale o di master, con l'eccezione dei corsi di specializzazione medica. 

 

La doppia laurea sarà possibile già a partire dall'anno accademico2022-2023.

 

'Con l'introduzione della doppia laurea abbiamo disegnato un sistema della formazione più flessibile, già dal prossimo anno accademico', ha spiegato la ministra Maria Cristina Messa precisando che presto verranno pubblicati altri due decreti che illustreranno i requisiti necessari per l'iscrizione a due corsi di studio.

 

Nello specifico, gli studenti potranno iscriversi contemporaneamente:

 

- a due corsi di studio se appartengono a classi di laurea o di laurea magistrale diverse e se i due corsi si differenziano per almeno due terzi delle attività formative, conseguendo due titoli di studio distinti;

 

- a un corso di laurea o di laurea magistrale e a un corso di master, di dottorato di ricerca o di specializzazione, a eccezione dei corsi di specializzazione medica; 

 

- a un corso di dottorato di ricerca o di master e a un corso di specializzazione medica;

 

- a un corso di dottorato di ricerca o di master e a un corso di specializzazione non medica;

 

- a due corsi ordinari di Scuole o Istituti superiori ad ordinamento speciale.

 

Nel decreto viene precisato che qualora in cui uno dei due corsi di studio sia a frequenza obbligatoria, è consentita l’iscrizione a un secondo corso di studio che non presenti obblighi di frequenza e che saranno le università, nei propri regolamenti didattici, a definire nel dettaglio la nuova disciplina.