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Come ripartiranno le università Termoscanner alla Statale di Milano, dove ha riaperto la biblioteca - Credit: Marco Passaro / Fotogramma
ISTRUZIONE 22 maggio 2020

Come ripartiranno le università

di Gianluca Cedolin

Didattica mista e borse di studio per le matricole

Le università italiane hanno cominciato a riaprire il 4 maggio, ma solo i laboratori e le biblioteche, in cui gli ingressi sono contingentati e la prenotazione obbligatoria.

Lezioni, esami e discussione della tesi in presenza non ci saranno fino a settembre quasi ovunque, tranne qualche caso, come La Sapienza, che da giugno permetterà di discutere la tesi in ateneo. Molti studenti fuorisede sono tornati a casa, e riportarli in aula prima di quest'estate sarebbe comunque molto difficile. Ecco perché, quantomeno, le università provano a ragionare sulla Fase 3, quella che inizierà a settembre, ufficialmente il 3, con il test di Medicina (che potrebbe essere scaglionato su più giorni).

 

La volontà sarebbe quella di rientrare in aula per il nuovo anno accademico, ma la didattica a distanza non sarà del tutto abbandonata. Anzi, alcune grandi università potrebbero prevederla per tutto l'anno, come annunciato all'estero dalla Cambridge University. La formula, anche in base alla situazione epidemiologica del prossimo autunno, potrebbe essere mista: a Padova, per esempio, nei corsi più numerosi ci saranno due gruppi che si alterneranno, una settimana dal vivo e una da remoto.

 

Il rischio è il calo di iscrizioni: si stima, scrive Il Corriere della Sera, che i nostri atenei perderanno circa 35mila studenti. Anche per questo, il ministro dell'Università Manfredi ha destinato circa 200 milioni del miliardo per l'università e la ricerca al finanziamento di borse di studio e tagli alle tasse universitarie.

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