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Oggi 04 ottobre 2022 - Aggiornato alle 01:00

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Economia, le questioni fondamentali sottolineate da Ignazio Visco

Fra le debolezze strutturali il mercato del lavoro con un numero insufficiente di giovani e di donne occupati- Credit: daiga ellaby/unsplash

pil a +4% nel 202102 giugno 2021

Economia, le questioni fondamentali sottolineate da Ignazio Visco

di Luigi Gavazzi

Il Governatore di Bankitalia ci indica la crescita possibile ma anche le debolezze strutturali

Sono tre le affermazioni più importanti contenute dalle Considerazioni Finali del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco:

 

1– la prima è tinta di ottimismo: dice che l’economia italiana, duramente colpita dalla pandemia, si sta riprendendo a un buon ritmo. Il famoso “rimbalzo” del Pil si dovrebbe attestare attorno al +4% per il 2021 rispetto al 2020. Inoltre, i sondaggi di Bankitalia indicano che le imprese sono pronte a investire già nella seconda parte dell’anno, mentre in passato questa attitudine si manifestava l’anno successivo le fasi di uscita dalle crisi. Bene quindi.

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2– Visco però sottolinea che mentre lo stimolo all’economia operato dall’Europa e dalle Banche centrali deve essere mantenuto, non si può pensare di costruire il futuro sulla base di sussidi e incentivi pubblici. Lo Stato secondo Visco – spiega Roberto Petrini su Repubblica – deve tornare a essere complementare con il mercato; l’intervento pubblico sulle aziende deve diventare più selettivo, evitare di aiutare imprese “prive di prospettive”. Nell’economia e nella società italiana dovremo quindi prepararci ad alcuni cambiamenti.

 

3– È importante agire nel quadro dei programmi europei previsti dal Next Generation Eu, dal nostro Pnrr e dalle riforme necessarie. È importante spendere bene le risorse straordinarie che il recovery ci offre.

 

4– L’economia italiana continua ad avere gravi problemi strutturali. Soprattutto la partecipazione insufficiente al mercato del lavoro di giovani e donne: ben 13-14 punti inferiore alla media europea. E poi il debito pubblico troppo alto, l’inflazione debole e i tassi di interesse che non devono assolutamente crescere.