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Due amiche, un’ucraina e una russa: intervista a Eugenia ed Elizabeth

- Credit: Ufficio Stampa Basilica S. Francesco, Assisi

Ad Assisi, città della pace07 maggio 2022

Due amiche, un’ucraina e una russa: intervista a Eugenia ed Elizabeth

di Roberto Pacilio

Insieme per chiedere la fine delle violenze in Ucraina


Elizabeth e Eugenia si conoscono dal 2020  e sono amiche: vivono in Italia, in due città lontane fra loro, ma si sentono spesso. Elizabeth è ucraina, di Kiev, e Eugenia è russa, di Mosca

 

La guerra non ha rovinato la loro amicizia. Anzi, l’ha resa più forte: per chiedere la fine delle violenze in Ucraina, le due amiche si sono incontrate ad Assisi, la città di San Francesco e della pace.


Abbiamo fatto loro qualche domanda per capire come si può restare amiche in momenti tragici come questo.

Elizabeth, di Kiev, ci ha spiegato che ucraini e russi sono due popoli fratelli, e che la guerra per lei è inconcepibile: “In Russia ci sono anche persone splendide come Eugenia, persone a cui non importa di dove sei, ma quello che sei. Poi ci sono anche persone che sostengono questa guerra assurda. Ma io non provo odio per i russi.”


Elizabeth continua raccontandoci il dramma della guerra attraverso le vicende dei suoi familiari, rimasti in Ucraina:Mia madre, mio fratello e mia nonna disabile e tanti amici vivono vicino Kiev, e sono molto preoccupata. Una mia amica di Irpin ha una bambina e ora ha perso tutto, anche la casa. Mi racconta cose terribili su quello che succede a Bucha, a Irpin, a Gostomel: in queste città c'erano cadaveri per strada. E pensare che erano cittadine per famiglie, senza infrastrutture militari. Adesso è tutto distrutto. Io, dall’Italia, chiamo ogni giorno in Ucraina e cerco di sostenere amici e familiari, gli mando del denaro. Non hanno più nulla: anche chi prima era benestante adesso non ha nemmeno la possibilità di acquistare cibo. Li aiuto anche a compilare i documenti per attraversare il confine.”

A Elizabeth abbiamo domandato perché abbia deciso di venire proprio ad Assisi, sulla tomba di San Francesco:  “San Francesco per me è il simbolo della compassione, dell'umiltà, dell'umanità, della pace. Gli insegnamenti di San Francesco danno speranza a tutti.”


Anche Eugenia, russa e amica di Elizabeth, è qui con lei ad Assisi, e ci dà notizie dell’orrore della guerra con la storia di una coraggiosa scelta pacifista nella sua famiglia: “Mio fratello era un militare, ma pochi giorni dopo l’inizio della guerra si è dimesso dall’esercito e per questo ha subito minacce e ogni tipo di intimidazione. È stato anche richiamato in caserma: non abbiamo avuto sue notizie per giorni. In quel momento avevamo poche speranze che per lui potesse  finire bene. Ero disperata, e allora ho chiamato mia madre, pensando di doverla consolare. Invece lei era calma, mi ha rassicurata. Mio fratello è tornato a casa, grazie a Dio, anche se non è ancora completamente libero e al sicuro.”

 

L'appello dei frati in Ucraina: “Aiutateci ad assistere la popolazione in fuga”

Assisi è la città della pace, e in Ucraina i francescani assistono le famiglie di profughi, le accolgono con cibo, vestiti, medicine e un posto sicuro dove dormire e da cui partire. Ogni  giorno, i frati di Leopoli accompagnano rifugiati al confine con la Polonia, dove altri francescani li aiutano a proseguire il viaggio verso l’Italia o altri paesi più tranquilli.