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Il Madagascar, un Paese flagellato dai cicloni

- Credit: MA.D.E. Maisons Des Enfants

Africa14 febbraio 2022

Il Madagascar, un Paese flagellato dai cicloni

di Giulia Pigliucci

L’impegno della Maisons Des Enfants per rispondere all’emergenza

 

Due cicloni tropicali, Ana e Batsirai, hanno colpito il Madagascar: il primo a nord–est, il secondo a sud-ovest, uno verso la metà di gennaio mentre l’altro nei primi giorni di febbraio, devastando e ingoiando case, strade, scuole infrastrutture, e trascinando un Paese già povero in una grave crisi umanitaria.

 

Secondo i dati OCHA - l’ufficio ONU preposto al coordinamento delle questioni umanitarie - l’ultimo disastro ha colpito più di 112mila persone, ne ha ucciso 111 e lasciato senza casa oltre 30mila. Ma sono numeri provvisori: si pensa che il bilancio sia ben più catastrofico considerando che il ciclone Ana aveva fatto sfollare oltre 130 mila persone. 

 

Il ciclone Batsirai ha distrutto i raccolti di riso e verdure e divelto gli alberi da frutta, a due settimane dal raccolto, peggiorando una situazione che era già precaria in parti del Paese: da mesi la regione del Sud si dibatteva in una grave carestia, conseguenza di una prolungata siccità.

 

Le forti alluvioni provocate da Ana hanno allagato il Centro Mère Enfant di MA.D.E. (Maisons des Enfants) ad Antanarivo, la capitale malgascia.

Nonostante l’impegno immediato di tutti nel ripulire i locali e nel salvare tutto il materiale giacente in magazzino, gran parte delle riserve di riso, sale, il materiale per l’igiene, i materiali elettronici e gli indumenti per i bambini accolti nel Centro sono andati perduti.

 

In questo momento i collegamenti con il Paese sono discontinui: la rete elettrica è danneggiata e le connessioni con internet vanno a singhiozzo.

 

Con l’esondazione del canale di Antohomadinika, molte delle famiglie seguite dal Centro hanno perso quasi tutto. La maggior parte di loro è rimasta nelle abitazioni allagate e fatiscenti per il timore che anche quel poco rimasto sia portato via dai saccheggi.

 

Tuttavia, più di 135 famiglie sono state evacuate e ora dormono nel cortile della scuola elementare.

Alla fine di gennaio oltre duemila sfollati hanno trovato rifugio nei locali della scuola pubblica vicina al Centro, con circa 135 persone in ciascuna delle classi dell’edificio scolastico: una sistemazione temporanea, prima che le scuole riaprano per il nuovo anno scolastico.

 

Tutte le persone accolte hanno ricevuto farine vitaminizzate per i bambini e, dal governo, fagioli secchi e pomodori, ma non riso né olio per cucinare. 

 

Si intende riaprire la mensa scolastica straordinariamente a 230 bambini, anziché ai 150 normalmente serviti, e ci si sta organizzando per distribuire generi di prima necessità a 160 famiglie colpite dal ciclone.

 

Per contrastare il rischio che molti bambini, vista la situazione precaria, nei prossimi mesi abbandonino la scuola, MA.D.E. sta intervenendo nel rispondere all’emergenza seguendo lo stato di salute dei minori e delle loro famiglie affinché il loro stato di salute non abbia conseguenze irreparabili.

 

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Per saperne di più:
 

- L’appello di MA.D.E su mademada.org

 

- Insieme per gli ultimi: i centri MA.D.E. in Madagascar