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Ucraina: la Casa della Misericordia accoglie gli sfollati delle altre città

- Credit: Fondazione Don Gnocchi

Onlus05 maggio 2022

Ucraina: la Casa della Misericordia accoglie gli sfollati delle altre città

di Giulia Pigliucci

Una struttura per minori disabili e mamme fragili nella tempesta della guerra


Già dalla fine di febbraio, con l’inizio del conflitto, nella Casa della Misericordia, nel sud-ovest dell’Ucraina, la corrente elettrica, internet, il riscaldamento, la benzina, i medicinali e i generi di prima necessità scarseggiavano o erano ad intermittenza, mettendo a dura prova gli ospiti e gli operatori che lavoravano nella struttura sostenuta e coadiuvata, dal 2018, dalla Fondazione Don Gnocchi.

 

A tutto questo si era andato assommando - in un crescendo, man mano che la situazione andava peggiorando - lo stress per tutti, provocato dalle sirene che annunciavano gli attacchi aerei, anche se i bombardamenti erano ancora lontani.

 

Tuttavia, già dai primi giorni dello stato di guerra, per gli ospiti della Casa, ossia 90 minori con disabilità soprattutto della sfera mentale (rachitismo, disturbi dello spettro autistico, sindrome di Down, paralisi cerebrali infantili, ritardi nello sviluppo psicofisico), questo stato di tensione aveva influito in modo determinante, tanto da moltiplicarne le crisi, accrescendo così il carico del lavoro delle psicologhe, delle educatrici e di tutto personale che li assisteva.

 

La Casa ha sempre accolto, sia in forma residenziale che in trattamento diurno, giovani mamme fragili con bambini.

Nella regione, la Casa era considerata l’unica struttura specifica nel trattamento delle disabilità in età evolutiva. Era il punto di riferimento in un’area nel quale si registra il più alto numero di patologie congenite, dovute in parte ancora agli effetti di Chernobyl, che non dista molto lontano, e alla diffusa sindrome feto-alcolica.

 

Ancora la scorsa settimana nella struttura erano rimasti 30 minori residenti, 40 adulti con i bambini e lo staff. Ma già i bimbi che frequentavano il Centro durante il giorno, portati dal pulmino da casa alla struttura, non riuscivano più a essere presenti a causa dei ripetuti allarmi e della mancanza di benzina.

Con l’aggravarsi della situazione, gli ospiti sono stati evacuati. Le ultime donne e bambini hanno raggiunto l’Italia accompagnati da due responsabili della struttura stessa.
 

La direttrice della Casa ha spiegato al telefono che lo stesso ministero degli affari sociali ucraino ha fatto sfollare duemila minori fragili da istituti e orfanotrofi pubblici: “I cento posti letto allestiti per gli sfollati da altre zone del Paese bombardate - Kyiv, Bucha, Kharkiv, Donetsk - sono intanto già tutti occupati: noi stiamo accogliendo, in coordinamento con il vescovo e la diocesi minori, donne sole, feriti, anziani, disabili.”

 

I pochi esponenti del personale sono al lavoro nel dare conforto e assistenza a chi è fuggito dalle città. Ora il timore è per gli approvvigionamenti, che iniziano a scarseggiare, e per la sicurezza delle le persone che qui si sono riparate. Si attendono i kit d’emergenza e di primo soccorso partiti dall’Italia.

 

Salutando, la direttrice si rivolge ai tanti che fino dalle prime ore si sono prodigati per la Casa: “Grazie di cuore. Per il resto confidiamo nella Provvidenza e nella vostra infinita generosità.”

 

Secondo l’European Disability Forum, in Ucraina vivono 2,7 milioni di persone con disabilità, a cui i rifugi sono preclusi a causa dell’inaccessibilità.

Nella maggior parte dei casi queste persone rimangono a casa anche quando le città sono sotto attacco. Molti erano ricoverati negli istituti, 110 mila di loro erano minori.  Con l’attuale situazione, se non si trovano soluzioni concrete, la gran parte degli ospiti  rischia di essere abbandonata e dimenticata.

 

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A chi volesse offrire un aiuto, consigliamo di visitare:

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