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L’accoglienza della città ucraina di Cernivtsi

- Credit: Ufficio stampa Focsiv

Insieme per gli ultimi09 marzo 2022

L’accoglienza della città ucraina di Cernivtsi

di Giulia Pigliucci

A pochi chilometri dal confine con l’Unione europea


Le città ucraine più importanti e strategiche, dal punto di vista militare, sono l’epicentro della guerra, ma molte altre sono comunque interessate dalle conseguenze del conflitto. La bella Cernivtsi - conosciuta come la piccola Vienna per il gran numero di edifici ispirati all’arte viennese, tanto da essere Patrimonio dell’Umanità Unesco - si trova nella regione occidentale dell’Ucraina, a circa 50 chilometri dal confine con la Romania.

 

Sin dai primi giorni dei bombardamenti, circa 1000 - 1500 sfollati, con i bus pubblici o con i propri mezzi, sono arrivati in questa città , provenienti da Kiev, Kharkiv, Odessa e Kherson, le zone teatro di guerra.

 

Immediatamente i 300mila cittadini di Cernivtsi e di tutta la regione hanno intrapreso azioni di solidarietà allestendo in diverse strutture pubbliche e private nelle quali sistemare profughi e feriti, che  qui ricevono pasti caldi, abiti, cure mediche, posti letto e la possibilità di comunicare con i loro cari.

 

Negli ospedali aumenta il numero dei feriti, sia civili che militari: per accoglierli, molti cittadini hanno messo a disposizione le proprie abitazioni. 

 

Oltre alle ferite fisiche, vi sono i danni psicologici causati dalla guerra, dalla fuga, dal dover abbandonare la propria casa e i propri affetti.

Sono molte le famiglie che si sono dovute separare: le donne con i bambini si sono dirette verso l’estero, mentre gli uomini sono rimasti in Ucraina.

 

Gli sfollati, se possono, rimangono a Cernivtsi solo il tempo di riposarsi e di riprendere fiato per poche ore o per una manciata di giorni. Poi proseguono il loro viaggio verso la Romania, dalla quale raggiungere amici e parenti presenti in tante parti d’Europa. 

 

Anche gli abitanti che vivono a Cernivtsi  e in tutta la regione subiscono gli effetti psicologici della guerra: anche di notte sono frequenti gli allarmi da attacchi aerei, che interrompono il sonno e costringono la popolazione a correre nei rifugi.

 

Molte persone si sono chiuse nelle proprie abitazioni. Non escono più di casa, ascoltano o guardano in continuo la radio e la televisione, che riportano le informazioni dal fronte.

Un’altalena emotiva che segue il ritmo del susseguirsi delle notizie positive e negative, e che produce forti stati di stress.

 

IBO Italia, socio Focsiv - insieme all’Associazione Italia-Ucraina di Bologna, all’Università Nazionale Yuriy Fedkovich di Cernivtsi, al Centro di Riabilitazione Dzvinochok “Campanellino” di Kitsman e a scuole e associazioni di Ferrara e della Regione di Cernivtsi - coordinava interventi volti alla promozione dell’inclusione scolastica e al miglioramento delle condizioni di vita dei bambini disabili, anche grazie al rafforzamento delle competenze e alla formazione degli operatori, coinvolgendo le famiglie ucraine e le comunità locali sia in Ucraina che in Italia.

 

Quella dell’inclusione scolastica in Ucraina è una questione resa ancora più difficile dalle barriere architettoniche, dall’assenza di materiale didattico specializzato, dalla scarsa formazione degli insegnanti, oltre che dalla mancanza di esperienza, di una rete di servizi per l’inclusione e per il supporto delle famiglie.

 

Per rispondere all’attuale emergenza umanitaria, da subito si è organizzata una raccolta di materiali utili per trasportarli dall’Italia all’Ucraina: cibo a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, abbigliamento, medicinali di prima necessità (antidolorifici, antinfluenzali, disinfettanti, anti infiammatori, farmaci per la pressione del sangue, garze e altro materiale per fermare le emorragie), generatori elettrici e tutti quei materiali necessari a una vita dignitosa. E si prevede di acquistare altri beni o in loco o nei paesi limitrofi. 

 

Inoltre, si stanno cercando mezzi di trasporto, autisti e accompagnatori per far uscire dal Paese i più fragili e bisognosi non in grado di provvedere da soli a fuggire.

 

Soprattutto si sta prevedendo di organizzare un supporto psicologico alle persone della città di Cernivitsi e delle zone limitrofe, per aiutarli a superare i momenti di panico che si creano ogni giorno. 

 

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Per saperne di più:

- Focsiv
- Ibo Italia