TimGate
header.weather.state

Oggi 31 luglio 2022 - Aggiornato alle 17:00

 /    /    /  Airbnb, vietate le feste negli alloggi in affitto: 'party is over'
Airbnb, vietate le feste negli alloggi in affitto: 'party is over'

- Credit: NoRevisions/Unsplash

INTERNET28 giugno 2022

Airbnb, vietate le feste negli alloggi in affitto: 'party is over'

di Federico Bandirali

Dopo aver introdotto la regola nel 2020 causa pandemia, la società ha optato per lo stop definitivo: ecco perché

Airbnb, dopo una riunione del management, ha deciso di includere definitivamente la regola, in vigore dall'agosto del 2020 e pensata per contenere recrudescenze dopo la prima fase della pandemia, che prevede il divieto di organizzare party negli alloggi prenotati e affittati sulla sua piattaforma. Questo dopo che, nel 2019, era arrivato un altro stop - in quel caso temporaneo - alle feste dopo quella che è passata tristemente negli annali della cronaca nera con il nome di 'sparatoria di Halloween'.

 

La decisione, spiega la società, è stata presa in seguito alla consapevolezza che la norma ha funzionato e funziona, con responsabilità annesse della piattaforma in caso di danni o eventi tragici. All'interno del comunicato stampa che annuncia la scelta, infatti, viene più volte enfatizzato il collegamento tra l'introduzione della regola nel 2020 e la riduzione del 44% delle segnalazioni ricevute per i party nei locali affittati sulla piattaforma.

 

- LEGGI ANCHE - Airbnb proteggerà i viaggiatori solitari: ecco come

- E ANCHE - Coronavirus, Airbnb: vietate le feste in casa per evitare assembramenti

 

In sintesi: i riscontri ricevuti sono più che positivi, e di conseguenza non c'è motivo per non trasformala da temporanea in definitiva: "Col passare del tempo, il divieto di organizzare feste è diventato qualcosa in più rispetto a una misura di sanità pubblica. Ha contribuito a sviluppare una politica comunitaria fondamentale per il supporto dei nostri host e dei loro vicini".

 

Airbnb ha annunciato anche altre novità, tra le quali l'eliminazione del limite di 16 persone come 'tetto massimo' relativo alla capacità d'accoglienza di un alloggio in affitto. Limite che, come la regola precedente, era stato inserito per supportare le regole atte a contenere la diffusione del coronavirus Sars-Cov-2 attraverso il distanziamento nella fase più acuta e drammatica della pandemia fino ad ora.

 

La società, poi, da tempo ha attivato in diversi Paesi, Italia inclusa, il 'Servizio di supporto al vicinato'. Una soluzione che permette di lasciare il recapito telefonico personale per essere chiamati rapidamente, e poter così segnalare problemi o altre criticità con i 'conduttori' temporanei degli host.

 

Andando sulla pagina di supporto ufficiale del servizio, infatti, si legge: "Se hai bisogno di aiuto in merito all’home-sharing nel tuo quartiere (per segnalare una festa, rumori molesti o un problema di vicinato), sei nel posto giusto". Più chiaro ed eloquente di così è difficile, e infatti la chiosa resta questa.