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Stanno aumentando i download dell'app Immuni - Credit: Nicolò Campo / IPA / Fotogramma
CORONAVIRUS 30 settembre 2020

Stanno aumentando i download dell'app Immuni

di Federico Bandirali

Da settembre, con la nuova ondata di contagi e la riapertura delle scuore

 

Sale a 6,7 milioni il numero di persone che al 30 settembre 2020 hanno scaricato l’app Immuni, ovvero quasi il 18% dei residenti in Italia di età compresa tra i 14 e i 75 anni che possiedono uno smartphone.

Dato in netta crescita a settembre, che ha registrato un aumento di download pari a 1,2 milioni rispetto al 31 agosto per via di due motivi trainanti: la crescita dei contagi e la riapertura delle scuole “in presenza”. 

 

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Numeri ancora lontani dall’obiettivo prefissato (il 60% dei potenziali utenti) che renderebbe davvero efficace per il tracciamento dei contatti dei soggetti positivi, ma comunque in aumento e utili per coadiuvare il contact tracing “umano” e spegnere sul nascere i nuovi.

 

Da notare come da fine luglio la curva dei contagi sia sostanzialmente quadruplicata, superando i 45.000 casi settimanali rispetto ai 12.500 “scarsi” della settimana centrale di luglio. Un contesto di ripresa della pandemia che ha portato governo e istituzione a “spingere” suggerendo sempre più frequentemente di scaricare Immuni per fermare il trend.

 

Contestualmente, peraltro, è stata avviata una nuova campagna di comunicazione nelle scuole, con inviti a scaricare e utilizzare (le due cose non sono ovviamente sinonimi) l’app rivolti principalmente al personale scolastico e ai genitori. Non è dunque una casualità che dal 14 settembre, data in cui la maggior parte degli istituti ha ripreso le lezioni, in una sola settimana l’incremento sia stato di quasi 420mila download.

 

Immuni, esattamente come accaduto nel lancio del 1° giugno, resta ad adesione volontaria e non presenta alcun problema rispetto alla privacy, oltre a garantire l’anonimato agli utenti. Nei giorni immediatamente successivi al lancio e prima dell’operatività su tutto il territorio italiano del 15 giugno - dopo una prima fase di sperimentazione in quattro regioni -, l'app era arrivata a due milioni di download in una sola settimana. Lasciando presumere che i numeri sarebbero stati ben diversi..

 

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Invece per triplicare il dato ci sono voluti ben tre mesi, con l’estate a sancire una sorta di pausa esattamente come quella vista nell’incidenza dei nuovi contagi. Il contact tracing tecnologico, ad ogni modo, resta centrale per il governo.

 

Da luglio i medici di base hanno iniziato a sollecitare l’adozione dell’app ai propri pazienti, e dopo sono state aperte pagine social dedicate, mentre un volto noto della TV come Flavio Insinna è stato scelto come testimonial per gli spot che sollecitano gli italiani a scaricare l’app.

 

I risultati immediati non sono stati incoraggianti, mentre la “leva psicologica” dell’aumento dei contagi e della riapertura delle scuole sembra aver convinto un numero maggiore di italiani ad utilizzare l’app.

 

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Tuttavia, per rendere lo strumento tecnologico "anti-covid" davvero efficiente il dato di fine settembre non è sufficiente, ed è necessario che l’adesione continui a crescere su ritmi sostenuti in vista delle stagioni fredde, quando le comuni malattie respiratorie stagionali si paleseranno con sintomi assimilabili a quelli della Covid-19.

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