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Apple potrebbe togliere la crittografia da iMessage

- Credit: Denic/Unsplash

TECNOLOGIA08 agosto 2021

Apple potrebbe togliere la crittografia da iMessage

di Federico Bandirali

La nuova funzione per proteggere i minori, infatti, richiede la disattivazione della crittografia end-to-end

Apple ha comunicato una serie di nuove funzionalità (NeuralHash) per i sistemi operativi di iPhone (iOS), iPad (iPadOS), Apple Watch (watchOS) e macOS “Monterey” che consentono di proteggere meglio e più efficacemente i minori, identificando – per ora solo negli Usa – e bloccando la condivisione di immagini palesemente pedopornografiche. La soluzione - che per molti addetti ai lavori presenta alcune lacune lato privacy rispetto alle normative europee -, secondo le società di analisi Electronic Frontier Foundation (EFF) e Center for Democracy & Technology (CDT) richiede che durante la scansione live sul dispositivo venga disattivata in automatico la crittografia end-to-end, caposaldo su cui poggiano gli iMessage (come WhatsApp) a garanzia della riservatezza delle chat.

 

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Cupertino, davanti alle perplessità sollevate, ha voluto precisare come la privacy dei suoi utenti sia comunque assicurata, considerando come la ricerca avvenga direttamente ed esclusivamente su ogni singolo dispositivo, senza che la società fondata da Steve Jobs e ora guidata da Tim Cook abbia accesso effettivo alle immagini.

 

Gli iMessage, tuttavia, utilizzano da sempre la crittografia end-to-end (E2E) in modo da evitare che i messaggi, qualora finiscano nelle mani di terzi (autorità incluse) possano essere decriptati e quindi letti.

 

Questa circostanza, a parere della EFF, renderebbe sostanzialmente impossibile sviluppare una tecnologia di scansione che possa scovare solo istantanee più o meno sessualmente esplicite che ritraggano minori.

 

La Mela morsicata, d’altro canto, ha reso noto come iMessage mostrerà un apposito avviso qualora venga rilevata una foto a carattere pedopornografico sul device di un minorenne, avvertendo i genitori con apposita notifica quando la stessa viene ricevuta, vista e condivisa nuovamente. E la scansione comporta la disattivazione della crittografia come prerequisito necessario per poter essere avviata.

 

Secondo le due società, Apple creerà una “porta backdoor” per proteggere i minori dando modo di individuare “falsi sospetti”, ma al contempo la nuova funzionalità può potenzialmente “aprire” i dispositivi di Cupertino ad abusi di diversi tipi.

 

D’altronde, quando il governo statunitense ha chiesto ad Apple di eliminare o bypassare la crittografia in questione per indagini dell’FBI su vari crimini, prevalentemente di stampo terroristico (tanto internazionale quanto interno da parte dei suprematisti bianchi con le loro stragi), entrando nei telefoni dei sospettati, la risposta è sempre stata picche.

 

Con la novità, invece, per Cupertino sarebbe difficile dire no alle autorità, e il pericolo non riguarda tanto democrazie più o meno solide ma regimi dittatoriali che le potrebbero sfruttare per scovare oppositori e “nemici” attraverso l’individuazione delle immagini.

 

EFF porta ad esempio un sistema sviluppato con l'intenzione esclusiva di cercare contenuti multimediali palesemente pedopornografici, poi diventato strumento di censura. Difficile ipotizzare una totale rimozione della crittografia, ma in attesa di chiarimenti più dettagliati nel merito non si può ancora escludere nulla.