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Le big tech dovranno avere una sede in Russia: ecco perché Il presidente russo, Vladimir Putin - Credit: Tass / Ipa / Fotogramma
TECNOLOGIA 26 novembre 2021

Le big tech dovranno avere una sede in Russia: ecco perché

di Simone Colombo

Lo prevede una nuova legge già in vigore, che interessa società come Apple, Google e Meta. Pene severissime

Secondo quanto riferito da Reuters, il servizio federale russo che supervisiona le comunicazioni (Roskomnadzor), ha redatto e reso pubblica una lista di società straniere che, entro il 1° gennaio del 2022, dovranno predisporre obbligatoriamente uffici di rappresentanza nel Paese.

Tra le tante, tredici operano in campo tecnologico, con Google, Meta e Apple a capeggiare la nutrita schiera. Il Cremlino, di fatto, applicherà una legge già entrata in vigore a inizio luglio 2021, dopo aver dato tempo alle parti in causa di muoversi nella direzione richiesta in tempi di pandemia.

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La norma è stata creata per regolamentare le attività di società straniere che operano nel Paese offrendo servizi Internet di vario tipo ai cittadini russi. Tra gli obblighi, le aziende che hanno almeno 500.000 mila utenti su base quotidiana dovranno anche aprire una vera e propria sede “fisica” in Russia.

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Gli uffici di rappresentanza sul territorio, serviranno poi come interfaccia per le autorità, che potranno loro chiedere l’adesione e il rispetto a regole decise dal Roskomnadzor, come per esempio la rimozione di contenuti da piattaforme social o motori di ricerca seguendo quanto già successo in passato.

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Le 13 Big Tech entrate nella lista dell'Autorità sono: Apple, Google, Meta, Twitter, TikTok, Telegram, Zoom, Likeme, Viber, Discord, Pinterest, Spotify e Twitch. Praticamente tutti i colossi social e della tecnologia, tranne la curiosa eccezione rappresentata da Microsoft che, evidentemente, per l’ente regolatore (e per il governo) non è attiva in ambiti ritenuti a rischio.

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Le società in questione, inoltre, saranno obbligate ad inserire sul loro sito un modulo per ricevere riscontri digitali da utenti russi, nonché a creare e registrare un account aziendale sul sito ufficiale del Roskomnadzor in modo da poter interagire con le autorità, e installare un sistema per contare le presenze in sede.

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Detto dei possibili delitti, le pene in caso di violazione sono diverse ma sempre con stampo coercitivo. Si va dallo stop alla diffusione di spot e annunci pubblicitari, a limitazioni per le transazioni in denaro fino alla cancellazione dai risultati delle ricerche.

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E, con un occhio alla privacy, figura anche il divieto di raccolta dati degli utenti o, in ultimo, il blocco (temporaneo, parziale o totale) del servizio che non adempie a quanto previsto dal nuovo quadro legale russo nel merito.

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