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Clubhouse, che cos'è e come funziona il social - Credit: Christoph Dernbach / IPA / Fotogramma
interazioni in rete 11 febbraio 2021

Clubhouse, che cos'è e come funziona il social "della voce"

di Federico Bandirali

App solo per iPhone, propone conversazioni audio in diverse "stanze". Iscrizioni "a inviti"

Ogni volta che un nuovo social network catalizza l’attenzione dei media e amplia la sua base utenti in tempi relativamente brevi, e accade spesso, ci si pongono due interrogativi: il primo è se la “creatura” in questione abbia il potenziale per contrastare il dominio dell’ecosistema di Facebook (che include anche Instagram e l’app di messaggistica WhatsApp) e crescere in modo virale come fatto da TikTok; l’altro è come funziona e che cos’è per comprendere se la novità interessa o meno.

 

Che cos'è il Clubhouse, social in formato app disponibile solo per iPhone

Ultimamente questa sorte sta toccando Clubhouse, social lanciat da Alpha Exploration (società fondata nel febbraio 2020 per stessa ammissione di Paul Davison - uno dei co-fondatori - sul suo profilo personale LinkedIn) e salita alla ribalta delle cronache grazie ad Elon Musk, numero uno di Tesla e SpaceX nonché secondo uomo più ricco al mondo e atuore di una "comparsata" sulla piattaforma.

 

L’app statunitense del social Clubhouse, al momento disponibile solo per dispositivi iOS (quindi iPhone) ma capace comunque di catturare l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo, presenta però delle differenze con tanti progetti lanciati e poi caduti nel nulla e ha le potenzialità per affermarsi in un settore ricco di alternative.

 

Clubhouse, infatti, ha una “storia” più simile a quella di una startup tecnologica che a un social, con gli investitori a credere immediatamente nel progetto completando un “round” di investimenti a tre mesi dalla nascita.

Round utile per raccogliere ben 12 milioni di dollari, sebbene ai tempi la base utenti fosse limitata a meno di 1.500 persone.

 

Eppure, già in quell’occasione, Clubhouse valeva quasi 100 milioni di dollari. Senza badare troppo alla base utenti guardando invece al potenziale, l’elenco degli investitori era “interessante” e capeggiato dal fondo Andreessen Horowitz. Che in passato aveva puntato forte (in buona compagnia) su Twitter, Facebook, Groupon e Airbnb ai rispettivi albori. Tutte società che hanno poi “sfondato”, diventando modelli di riferimento rispetto a strategie di marketing adottate e scalabilità del business.

 

Clubhouse, l'esplosione nel 2021 della base utenti

 

Partita dunque con risorse economiche più che sufficienti, l’app social nei mesi successivi è cresciuta senza sosta fino ad arrivare ad avere quasi 2 milioni di utenti: un aumento esponenziale che assume ancora più rilevanza considerando come l’assenza di una versione per Android “tagli fuori” milioni di persone, poiché il sistema operativo di Big-G è quello più popolare al mondo.

 

Questa la premessa che indica come si sia solo all’inizio di un percorso che potrebbe portare al successo “reale”, soprattutto dopo che lo stesso fondo Horowitz nel gennaio 2021 ha deciso di aggiungere altri cento milioni di dollari facendo volare la valutazione di Clubhouse.

 

Gli investimenti, ovviamente, sono fatti per avere dei ritorni e monetizzare il potenziale dell’app social. Come? Presumibilmente inserendo la pubblicità e, in un futuro nemmeno troppo lontano, con altri modi ancora da scoprire e solo ipotizzabili (abbonamenti, servizi aggiuntivi a pagamento, "biglietti" per ascoltare i personaggi "famosi").

 

Clubhouse: partita la "caccia" agli inviti per iscriversi

Venendo agli aspetti pratici, Clubhouse è un app social esclusivamente vocale, in cui gli utenti conversano entrando in diverse stanze. Le conversazioni vocali avvengono in tempo reale, ma i messaggi sono eliminati senza venir archiviati. E, per renderlo più “esclusivo”, non è possibile iscriversi al social se non dopo aver ricevuto un invito da un utente già registrato.

 

La caccia all'invito in Rete, cercando su Google, sembra essere già partita da tempo. Ma contando che gli utenti sono pochi milioni e prevalentemente non italiani, sembra difficile credere che la procedura per creare un profilo nel social "delle conversazioni vocali" resterà questa, seguendo il modello dei locali "speakeasy" a cui pare ispirarsi.

 

Elon Musk, "esordio col botto"

Tornando a Elon Musk, come detto lo scorso 31 gennaio "Mr.Tesla" è entrato in pompa magna su Clubhouse aprendo una stanza per parlare delle sue attività e di altro. L’eccentico e geniale sudafricano ha ovviamente catturato l’attenzione di migliaia di persone, sforando i 5.000 di utenti nella sia stanza che, per ora, rappresentano la capienza massima. A seguirlo anche il CEO di Facebook Mark Zuckerberg, la cui improvvisa comparsa su Clubhouse ha abbattuto il record di Musl

 

Esempi che evidenziano come le persone, in tempi di pandemia, abbiano voglia di trovare spazi dove conversare senza “intermediari” e in maniera riservata e intima. Una caratteristica propria di Clubhouse, che però potrebbe causare qualche problema qualora dovesse diventare "il nuovo TikTok" in termini di crescita.

 

Come funziona Clubhouse, tra stanze e regole

Detto ciò, ecco i dettagli su funzionamento di Clubhouse. Innanzitutto l’utente può vietare l’accensione del microfono impostando dal menu, disponibile solo in inglese, l’opzione “in muto”.

 

I messaggi vocali, criptati, vanno oltre l’effimero e spariscono una volta chiusa la stanza, con eventuali violazioni segnalate quale unica variabile rispetto alla conservazione degli audio, che in questa casistica passano nelle mani dei moderatori.

 

Oltre all’invito, poi, il social ha delle regole chiare: vietato utilizzare nomi di fantasia grazie alla verifica dell’identità, registrazione consentita solo per i maggiorenni e, scorrendo il testo”, pugno duro rispetto ad abusi, bullismo e molestie rivolte a singoli individui o a gruppi.

 

I tre ruoli nelle stanze di Clubhouse: le differenze

Inoltre, ci sono tre ruoli diversi nelle stanze a disposizione degli utenti che come tratto comune hanno solo la possibilità di segnalare violazioni delle regole: moderatori, speaker o ascoltatori.

 

I moderatori “controllano” il flusso della conversazione, possono cacciare altri utenti dalla stanza e chiedere agli speaker di cambiare i turni di parola. Speaker che, come da traduzione letterale, non fanno altro che parlare rivolgendosi agli “ascoltatori” (listener), con gli ultimi a poter chiedere di intervenire e non solo ascoltare.

 

La moderazione dei contenuti: come funziona è perché è un problema

La questione delle segnalazioni sembra una sorta di tallone d’Achille per Clubhouse, considerando che agli utenti qualche violazione delle regole può sfuggire e sfuggirà. Senza dimenticare che nelle stanze “blindate” i partecipanti hanno interessi spesso affini, e potrebbero decidere di adottare un linguaggio scurrile senza questo, per quanto proibito, diventi mai oggetto di moderazione.O spingersi oltre.

 

Segnalazioni che peraltro vanno preferibilmente presentare in tempo reale (chiusa la stanza gli audio come detto spariscono per sempre), dando vita a vere e proprie indagini per poi stabilire - se le regole sono state violate -  come sanzionare chi lo ha fatto. Si parte con la banale ammonizione, ma dopo la sospensione è prevista anche la possibilità di “girare” quanto segnalato alle autorità.

 

Clubhouse, in sintesi, presenta tutte le caratteristiche di moda nei vari social: contenuti vocali ed effimeri, con un occhio di riguardo per la privacy. Tanto basta per spiegare gli ingenti investimenti ricevuti, anche se il il successo non è assicurato nonostante l’attuale crescita.

 

Che assomiglia vagamente alla "seconda giovinezza" vissuta dai podcast, tornati popolari nel 2020 (complice la pandemia) e simili come formato. Se si esclude la componente "effimera" e la maggiore possibilità di interazione offerta dal social, ovviamente.

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