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Come funzionano gli exit poll - Credit: Antonio Guillem/Istockphoto.
SPIEGAZIONI FACILI 20 maggio 2020

Come funzionano gli exit poll

di Roberto Pianta

Tutto quello che c'è da sapere prima di parlarne a vanvera

 

Che cosa sono gli exit poll? La lingua italiana continua a essere invasa da anglicismi, cioè termini importati dagli Stati Uniti, ed “exit poll” è un’altra espressione della lingua inglese molto in uso in italiano, di questi tempi (come “fake news”), e, tuttavia, proprio perché inglese, poco comprensibile a tutti coloro che l’inglese non lo capiscono bene, non sanno pronunciarlo, o non lo conoscono affatto.

“Exit poll” si compone di due parole inglesi: “exit” è l’uscita, “poll” significa “sondaggio”. 

Quindi l’exit poll è un sondaggio che viene effettuato a coloro che escono dal seggio elettorale: gli si chiede chi o come hanno votato.

In buona sostanza, l’intervistato ha appena votato per le elezioni o per un referendum, sta uscendo dal seggio per tornarsene a casa ed ecco che un sondaggista lo ferma e gli domanda gentilmente di dirgli che cosa abbia votato, ossia di “ripetere il voto appena espresso”, come recita l’enciclopedia Treccani.

In questo modo i sondaggisti hanno dei dati statistici che possono essere poi divulgati attraverso i media (tv, internet eccetera) anche solo un secondo dopo la chiusura dei seggi - ma non prima, come vedremo.

Grazie agli exit poll, emittenti televisive e quotidiani online possono dunque intrattenere le loro audience in attesa del risultato concreto, che si ha solo in seguito con lo spoglio delle schede, ossia dopo ore.

Un sondaggio simile all’exit poll può essere tenuto anche appena prima che il votante entri nel seggio, e allora si chiama “entrance poll”.

Le aziende che si occupano di exit poll di norma sono società private che vendono il servizio a giornali o tv.

Gli exit poll sono utilizzati anche per raccogliere dati demografici sugli elettori: i voti effettivi, quelli espressi nella cabina elettorale, sono ovviamente anonimi.

I sondaggi, invece, possono rastrellare anche altre informazioni. Quindi da un sondaggio possiamo capire come votano i giovani o gli anziani, i maschi o le donne. Oppure possiamo sapere quante persone che alle elezioni precedenti avevano votato un certo partito hanno cambiato idea e ora ne votano un altro.

 

Gli exit poll per scoprire brogli

Gli exit poll sono utilizzati anche come indicatore approssimativo di frodi elettorali: se le risposte all’exit poll si discostano troppo dai risultati effettivi, può sorgere il sospetto che le elezioni siano state truccate.

 

Come funzionano gli exit poll

Naturalmente il sondaggista deve tenere conto che la distribuzione dei voti non è uniforme nei diversi seggi elettorali, e che essa varia anche in momenti diversi della giornata. Di conseguenza, un unico exit poll non può dare un'immagine perfetta del voto nazionale.

I sondaggisti quindi devono ritornare agli stessi seggi negli stessi orari a ogni elezione e, confrontano i risultati con gli exit poll precedenti. Solo così possono calcolare come è cambiata la distribuzione dei voti in quella circoscrizione. Questa stima viene poi applicata ad altre circoscrizioni simili.

 

Il divieto di divulgare gli exit poll

In molti paesi, tra cui l'Italia, è vietato pubblicare i dati degli exit poll prima della chiusura dei seggi.

In altri, come Singapore, gli exit poll sono proibiti del tutto.

 

Quanto sono attendibili gli exit poll?

La domanda cruciale: ma gli exit poll sono attendibili? Be’, di certo non possono essere precisi al 100%, come non possono esserlo in generale i sondaggi, che riguardano sempre un campione della popolazione e non l’intero numero di coloro che votano o che hanno un’opinione.

Come tutti i sondaggi, gli exit poll per natura includono un margine di errore.

Occorre poi ricordare che gli exit poll non possono raggiungere le persone che hanno votato per posta, o nei consolati all’estero, o a domicilio.

In occasione delle ultime elezioni politiche italiane, Nicola Piepoli, uno storico sondaggista nostrano, ha detto che “gli exit poll hanno l’affidabilità di un normale sondaggio, sono realizzati su un campione rappresentativo e il margine di errore è pari al 2%”. 

 

Chi ha inventato gli exit poll? E quando?

Ci sono tesi diverse su chi abbia davvero inventato gli exit poll.

Il sociologo Marcel van Dam sostiene di essere stato il primo a realizzare un exit poll, in occasione delle elezioni legislative olandesi nel febbraio 1967.

Secondo la rete televisiva statunitense Cbs, invece, la palma di inventore degli exit poll spetta a Warren Mitofsky, un sondaggista che organizzò gli exit poll per le elezioni alla carica di governatore dello stato del Kentucky. Quelle elezioni però si tennero nel novembre 1967, ossia dopo quelle di cui si occupò van Dam nei Paesi Bassi. 

 

Fonti di dati e informazioni: Wikipedia english version, Il Sole 24 Ore, Enciclopedia Treccani.

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