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La Cina ha approvato una nuova legge sulla privacy

- Credit: Jason Dent / Unsplash

INTERNET21 agosto 2021

La Cina ha approvato una nuova legge sulla privacy

di Federico Bandirali

Per proteggere i dati personali degli utenti, entrerà in vigore dal 1° novembre 2021. Ecco cosa prevede

La Cina ha approvato una nuova legge sulla privacy volta a proteggere i dati personali degli utenti, secondo quanto riportato dai media statali filogovernativi . La nuova legge, che entrerà in vigore dal 1° novembre, arriva in un momento nel quale le aziende tecnologiche cinesi sono state sottoposte a un nuovo controllo e fissa le regole su come devono essere gestite informazioni e dati personali degli utenti.

 

La normativa, formalmente ribattezzata “Legge sulla protezione delle informazioni personali”, è stata approvata dal legislatore cinese venerdì 20 agosto secondo quanto riferito da Reuters, e chiede alle aziende di ottenere il consenso degli utenti prima di raccogliere dati personali oltre a regolamentare le modalità atte a garantire la protezione dei dati quando vengono fatti uscire dal Paese.

 

Le aziende tecnologiche che gestiscono informazioni e dati personali, stando al nuovo quadro normativo deciso dal governo locale, devono avere una persona designata incaricata di sovrintendere alla loro protezione, oltre a condurre controlli regolari per assicurarsi che rispettino le regole.

 

Inoltre, secondo Reuters, le società che gestiscono i dati personali degli utenti avranno necessità di dimostrare di avere uno scopo chiaro e ragionevole per farlo, limitandosi peraltro allo “scopo minimo necessario per raggiungere gli obiettivi” derivati dal trattamento dei dati in questione.

 

In un editoriale sul giornale statale cinese People's Court Daily, l'Assemblea nazionale del popolo ha lodato la nuova legislazione. "La personalizzazione è il risultato della scelta di un utente e le vere raccomandazioni personalizzate devono garantire la libertà di scelta dell’utente, senza costrizioni”, recita in fatti l’editoriale pubblicato.

 

Aggiungendo che, “pertanto, agli utenti deve essere concesso il diritto di non utilizzare funzioni di raccomandazione personalizzate”. Un piccolo passaggio democratico in un Paese che, sotto la guida di Xi Jinping, ha confermato di essere un regime e nulla più, anche se evidentemente post-comunista e basato sul modello capitalista di società.