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Cloud, che cos’è e a cosa serve - Credit: Pixabay / 200 Degrees
tecnologia 9 marzo 2021

Cloud, che cos’è e a cosa serve

di Federico Bandirali

Una spiegazione facile per capire dove sta andando la trasformazione digitale

Cos’è una cloud

Sempre più spesso si sente usare il termine “cloud” e, nonostante il riferimento all’ambito tecnologico sia quasi immediato, non si sa bene cosa significhi esattamente la parola in questione.

 

La “nuvola” – traduzione letterale di cloud dall’inglese – altro non è che uno spazio virtuale sempre accessibile con una connessione Internet, a prescindere dal luogo dove ci si trova fisicamente e dal dispositivo utilizzato. 

La cloud permette di consultare dati precedentemente archiviati e sfruttare servizi di gestione e calcolo attraverso server dedicati.

 

I sistemi cloud 

L’universo cloud si può suddividere in due macroaree: una dedicata all’archiviazione di dati (cloud storage); l’altra all’elaborazione degli stessi e all’erogazione di servizi per cittadini e imprese senza necessità di installare applicazioni sui diversi dispositivi (cloud computing) .

 

In un certo senso, quindi, oltre a rappresentare il futuro e l’elemento chiave della rivoluzione digitale già in atto, l’utilizzo delle “nuvole” rappresenta qualcosa che tocchiamo tutti con mano quotidianamente, con più o meno consapevolezza.

 

La nostra casella di posta elettronica, per esempio, è un servizio “in cloud”: le mail – come i social e molte altri elementi della routine informatica quotidiana - non vengono scaricate direttamente su computer o telefono occupandone la memoria, ma sono archiviate in appositi server a cui attingere collegandosi in Rete.

 

In questo caso - e anche quando utilizziamo spazi di archiviazione per file troppo ingombranti per essere conservati sul dispositivo o backup degli stessi - stiamo sfruttando essenzialmente quello che in gergo tecnico è definito cloud storage (storage in inglese significa archiviazione).

 

Anche quando usiamo piattaforme online per la produttività (per esempio i Documenti di Google) o un motore di ricerca senza installare nulla sul dispositivo (che di conseguenza non deve rispondere a requisiti hardware e software particolari), ci stiamo muovendo nel cloud: solo che in questo caso il fornitore del servizio mette a disposizione la anche “sua” potenza di calcolo.

 

Il cloud computing, perciò, indica le “nuvole” nella loro totalità, mentre quando si parla di storage si fa riferimento a un sottogruppo che non esiste come entità a sé stante ma solo come parte di un insieme: quello computazionale.

 

Le potenzialità e i differenti utilizzi di sistemi cloud sono centrali nel processo di digitalizzazione in generale e, in ambito aziendale, necessari per la transizione verso l’industria 4.0.

 

L’architettura dei sistemi cloud, poi, prevede che i server (macchine con capacità di calcolo e spazi di archiviazione infinitamente superiori a quelli dei personal computer) delle società che offrono servizi nel settore siano ubicati in strutture denominate “data center”, ovvero centri di archiviazione ed elaborazione dati che coordinano tutta l’infrastruttura informatica e la mettono a disposizione di una o più aziende.

 

Backup online: che cos’è

Nel cloud computing rientrano anche i backup online.
Il backup online è un  servizio che può prevedere l’installazione di un’apposita applicazione o l’accesso a un sito Internet  per archiviare copia dei nostri file in remoto, evitando così, grazie alla copia di backup, che una cancellazione fortuita dei file dal dispositivo in cui li abbiamo salvati li faccia sparire per sempre.

 

Chi offre esclusivamente servizi di questo tipo propone differenti soluzioni rivolte al mondo delle imprese e ai cittadini che, evidentemente, hanno esigenze diverse.

Quello che non cambia sono i sistemi di verifica dell’utente e la crittografia nella trasmissione delle copie digitali sicure. Utilizzare questa soluzione è un vantaggio non da poco, a cui si aggiungono l’accesso da qualsiasi luogo e da dispositivi diversi, la possibilità di condividere i file in backup in tempo reale e, in ambito aziendale, la possibilità di decidere quali dati conservare online e quali (come progetti “secretati”) tenere per sé.

Il tutto senza che la rottura di un dispositivo di archiviazione meccanico possa portare alla distruzione definitiva di file davvero importanti, dalla rubrica dello smartphone a brevetti dal valore inestimabile.

 

Cloud computing

Tornando al cloud computing nel suo significato più ampio non si può non rammentare come, tanto per singoli individui che aziende di dimensioni disparate, micro o macroscopiche che siano, accedere a costi contenuti ad applicazioni e servizi digitali complessi rappresenti un’opportunità e, al contempo, un’esigenza improcrastinabile.

 

Se prima era necessario avere mezzi e risorse ingenti per dotarsi del software e dell’hardware per digitalizzare diversi processi complessi, ora il cloud computing elimina la barriera.

 

Un’azienda, ad esempio, non ha più bisogno di pagare licenze per programmi gestionali e altro dovendo poi provvedere al mantenimento della propria infrastruttura informatica se sceglie di affidarsi ad un fornitore di servizi cloud. Un meccanismo che, come per i privati cittadini, può avere un costo collegato all’effettivo consumo di un servizio, ma nel business prevede spesso abbonamenti dedicati.

 

Grazie al cloud computing si possono utilizzare programmi diversi, gestire database complessi e accedere a risorse con potenza di elaborazione spesso economicamente inavvicinabili.

 

Cloud aziendale

Per le imprese, scegliere di utilizzare un cloud aziendale presenta innumerevoli vantaggi. Ma prima di procedere è necessario fare una premessa: esistono tre tipi di piattaforme cloud.

 

- Pubblica: gestita dal fornitore (service provider), basandosi su applicazioni e infrastrutture messe a disposizione dell’utente come servizio su Internet. In ambito aziendale l’applicazione è molto utile per aziende che non intendono creare e gestire un’infrastruttura di proprietà, preferendo pagare in base a ciò che usano realmente.
Una piattaforma pubblica permette di configurare, monitorare, controllare e automatizzare diversi processi, con software e hardware necessari interamente di proprietà del fornitore. Che, di fatto, rende disponibili le sue risorse via web a costi contenuti.

 

Privata: è ad uso esclusivo di una singola organizzazione, offre maggior controllo su sicurezza, componentistica hardware e altri componenti dell’infrastruttura tecnologica al reparto IT dell’azienda che lo adotta.
Come contrappeso, i costi di gestione di una simile struttura possono essere più elevati, anche qualora un fornitore di servizi cloud riservi una parte del data center all’azienda che opta per questa soluzione

 

- Ibrida (hybrid): la soluzione nel “mezzo”, con diversi vantaggi, tra cui flessibilità aumentata, più opzioni e la valorizzazione dell’infrastruttura tecnologica preesistente. Permette di avere gli stessi vantaggi del cloud pubblico in termini di flessibilità e, contestualmente, consente di conservare i dati più sensibili in un data center di proprietà.
Scegliendo la piattaforma ibrida, le aziende possono aumentare o ridurre le risorse per elaborare i calcoli, senza investire in specifici momenti o dover liberare spazio di archiviazione nella propria struttura per conservare un numero crescente di dati e applicazioni riservati.
L’impresa paga esclusivamente le risorse aggiuntive che deve usare temporaneamente, senza dover acquistare nulla anche davanti a picchi nei carichi di lavoro.

Delle tre piattaforme cloud aziendali, non ne esiste una migliore di altre, ma solo quella più adatta alle specifiche esigenze, sebbene quella privata sia evidentemente “per pochi” cioè più adatta alle grandi aziende. Tutte e tre, comunque, sono scalabili. Cosa vuol dire? Che, in base alle necessità l’infrastruttura tecnologica a disposizione sulle “nuvole” può aumentare nelle dimensioni e nella capacità di calcolo, elaborando operazioni più complesse sfruttando una mole maggiore di dati archiviati. E viceversa. Vantaggi che si ripropongono in misura diversa anche per i privati cittadini e fanno del cloud computing il futuro del digitale, centrale soprattutto nella transizione verso l’industria 4.0.

 

Noovle, la cloud company di TIM

Noovle Spa è la cloud company del Gruppo TIM e realizza soluzioni innovative rapide, agili e scalabili, lungo tutta la filiera del cloud, su misura in base alle esigenze del cliente.
La rete di data center di Noovle è la più grande infrastruttura di questo tipo in Italia.

Noovle si rivolge aziende di di tutte le dimensioni e alla Pubblica Amministrazione.
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